Chi è Giorgio Perego, il baby-talento del Lugano esploso a Mendrisio

Sarà capitato a tutti di dover rileggere qualcosa prima di apprendere di non esservi sbagliati a leggere. E senza tanti giri di parole, lo ammettiamo, è capitato anche a noi, e anche in più occasioni.

Una di queste è stata il 20 novembre 2016. In quel freddo giorno di metà novembre ci trovavamo al Comunale di Mendrisio. Potevamo mica perderci Mendrisio-Gossau, 20esima giornata del campionato di Prima Lega.

I momò all’epoca allenati da Roberto Gatti sfidavano un Gossau in salute e forte di alcuni elementi di esperienza in grado di risolvere le partite da soli. Guardando il foglio partita l’esito sembrava scontato: almeno sulla carta c’erano ben poche speranze di fare punti. Vuoi per la forza dell’avversario, vuoi perché la formazione mendrisiense non era al completo. In panchina, infatti, c’erano i soli esordienti Opipari, Bosnjak, Naboni, Perego e Martinelli, gli ultimi tre tutti classe 2001.

Giorgio Perego – Mendrisio

Sta per iniziare la ripresa, quando, prima di dare il via ai secondi 45′, il direttore di gara Sandi Bosnic dà il via libera ai padroni di casa di effettuare un cambio: fuori Zara, dentro Perego. In quel momento, tra stupore e curiosità, gran parte degli spettatori hanno abbassato gli occhi sulla distinta partita. Giorgio Perego, numero 4, nato il 2 ottobre 2001. Tradotto, 15 anni, 1 mese e 18 giorni. Al comunale sta per iniziare la favola di un ragazzino con ancora quattro anni e mezzo di allievi davanti. (!)

Giorgio Perego – Mendrisio

Che Roberto Gatti ci avesse visto lungo lo si è capito subito. Il ragazzo ha il sangue freddo, le gambe non tremano dall’emozione, e la mente funziona a meraviglia. In pochi minuti il Mendrisio passa in vantaggio, la partita diventa maschia e il freddo congela idee e muscoli delle due compagini. Non intacca pero la voglia di Perego. Il baby-esordiente fa sportellate con gente del calibro di Knöpflel, sradica palloni a destra e a manca e per finire in bellezza serve l’assist per il 2-0. Mascazzini conclude l’opera, prima della rete della bandiera degli ospiti.

Da lì in poi è quasi chiaro a tutti che Perego, nonostante la giovanissima età, possa ritagliarsi il suo spazio in un campionato d’esperienza come quello di Prima Lega. Ma non sarà la stagione 2016-2017 quella della definitiva svolta. Gatti schiera il giovane solo in un’altra occasione, 10′ nella successiva partita (3-3) contro il San Gallo.

Giorgio Perego - Mendrisio

È con Ardemagni in panchina che Perego spicca definitivamente il volo. Dopo cinque partite tra tribuna e panchina, il baby centrocampista viene impiegato per 14′ contro il Tuggen, poi subito un occasione da titolare (Wettswil) la prima in assoluto con la maglia del Mendrisio e un’altra ancora in casa contro il Balzers. Col passare delle giornate non c’è più bisogno di guardare il foglio partita. Quel ragazzo col numero 4, ormai lo conoscono tutti. E i pochi che ancora non lo sanno lo capiscono il 12 maggio 2018, quando in casa dell’Höngg mette a segno l’unica rete della partita che permette al Mendrisio di continuare a sognare un posto nei playoff di Prima Lega.

giorgio perego

Il 26 maggio, l’ultima partita casalinga del Mendrisio contro il Red Star, anche il presidente del Lugano Angelo Renzetti si è recato al Comunale per osservare coi propri occhi il giovane centrocampista. Com’è andata a finire? Un contratto coi bianconeri per quattro anni, il primo in prestito ancora al Mendrisio sotto il cappello di Mattia Croci-Torti, a cui spetta il compito di lanciare definitivamente il promettente 16enne con già all’attivo 19 presenze in Prima Lega e un contratto con un club di Super League in mano.

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: