Team Ticino e preparazione atletica, parla Mattia Bianchi: “Il lavoro fisico è fondamentale”

Da TeamTicino

Oggi abbiamo incontrato una vecchia conoscenza del Team Ticino, il prof. Mattia Bianchi, oggi nello staff di Mangiarratti nel F.C. Chiasso. Con lui abbiamo parlato di un aspetto sempre più importante nel calcio: la preparazione atletica. Una lunga e interessante chiacchierata su una materia complessa.

* Quanto è importante oggi la preparazione fisica nel calcio?

La preparazione fisica nel calcio di oggi è un fattore, secondo me, fondamentale, da cui non si può prescindere. Il ritmo del gioco diventa sempre più veloce, aumenta il numero dei duelli in partita e aumenta il numero di competizioni da affrontare durante una stagione. Alcuni giocatori professionisti di alto livello arrivano a giocare più di 50 partite in un anno e, per farlo nel migliore dei modi, bisogna avere un’ottima preparazione atletica, specifica e generale.

* Cosa serve maggiormente ai ragazzi nella fascia d’età del Team Ticino?

Con ragazzi giovani, compresi in una fascia d’età come quella del Team Ticino, l’aspetto principale su cui lavorare è quello di uno sviluppo armonico delle capacità coordinative e condizionali: non si cerca di dare un accento su un aspetto piuttosto che un altro, perché abbiamo a che fare con ragazzi con un’età ancora in fase evolutiva. Si parte con aspetti più coordinativi per i ragazzi in età U15 per poi passare allo sviluppo delle capacità condizionali – tra cui resistenza, velocità e forza – in U16 e maggiormente in U18.

* Utilizzi nel tuo lavoro la tecnologia? Se si quale?

La tecnologia nel nostro lavoro è diventata quasi fondamentale e può dare un aiuto enorme al preparatore, ma non dobbiamo credere di poterla sostituire all’esperienza da campo. Io la utilizzo molto, a partire dai sistemi di analisi del carico interno ed esterno dell’allenamento (cardiofrequenzimetri e sistemi Gps) fino ad arrivare ad apparecchiature che si utilizzano sul campo per lo sviluppo di alcuni mezzi di allenamento.

* Con un’ottima preparazione si può sopperire a dei limiti tecnici?

Penso che purtroppo un’ottima preparazione non possa sopperire a dei limiti tecnici. Se hai una squadra che corre tanto, più degli avversari, ma non sa trasmettersi la palla in modo efficace difficilmente vinci. Il discorso è invece diverso quando si parla del singolo: moltissimi giocatori hanno costruito una carriera importante puntando sulle proprie qualità fisiche piuttosto che quelle tecniche (un esempio su tutti è Gattuso); la determinazione e la volontà di lavorare in modo meticoloso sul proprio fisico, fuori e dentro al campo, può alla lunga fare la differenza, a discapito di qualità tecniche sotto la media.

* Quali requisiti servono per essere un buon preparatore?

Non ho purtroppo la ricetta del buon preparatore, quello che però posso dire è che secondo me chi vuole intraprendere questa strada deve essere assolutamente preparato sulla materia, non può permettersi di essere poco credibile o mostrare insicurezza su quello che propone; deve essere curioso e cercare di aggiornarsi sempre; deve avere buone capacità relazionali (interagire con i giocatori non è sempre così facile al giorno d’oggi); deve avere una buona personalità, bisogna sempre ricordarsi che noi siamo quelli che fanno correre la squadra e se non si accetta di non essere sempre visti bene non si può fare questo lavoro.

• Come hai accennato hai il compito ingrato di far correre i nostri ragazzi. Sei “odiato” per questo?

Saremo sempre “odiati” noi preparatori per quello che facciamo fare sul campo, ma sta a noi far passare il messaggio e l’importanza del lavoro che proponiamo, senza però dare troppe giustificazioni: i ragazzi sanno che devono lavorare anche per migliorare le loro qualità fisiche e quando i progressi dimostrano loro che tutto quello che facciamo porta a risultati importanti allora diventa tutto più facile anche per noi.

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