Coppa Ticino: Un derby infinito. Ai rigori passa il Vacallo

“Inter­mi­na­bi­le”. Così alcu­ni spet­ta­to­ri pre­sen­ti all’in­con­tro tra Ran­ca­te e Vacal­lo, vali­do per i tren­ta­due­si­mi di Cop­pa Tici­no, han­no eti­chet­ta­to il der­by tra le due squa­dre del Men­dri­siot­to, entram­be mili­tan­ti nel Grup­po 1 di Ter­za Lega.

E inter­mi­na­bi­le è sta­to dav­ve­ro. Per­ché al Comu­na­le, in una fred­da sera d’i­ni­zio autun­no, è suc­ces­so di tut­to. Ma di tut­to per dav­ve­ro. Che fos­se una sera­ta all’in­se­gna del­le sor­pre­se lo si è capi­to quan­do, poco pri­ma del fischio d’i­ni­zio, sul­la pan­chi­na del Ran­ca­te sede­va il vice Sgar­bi anzi­ché mister Di Vin­cen­zi, costret­to a rima­ne­re costan­te­men­te aggior­na­to via tele­fo­no da casa cau­sa un’in­fluen­za che lo ha costret­to a “sof­fri­re” lon­ta­no dal­la panchina.

Tut­to qui? Nem­me­no per sogno. Pron­ti, via ed è subi­to festa del Vacal­lo. L’a­rie­te Tra­pa­ne­se dopo un minu­to di gio­co ha buca­to Meier e por­ta­to in van­tag­gio i gial­lo­ver­di. Pas­sa­no i minu­ti e l’in­con­tro diven­ta sem­pre più con­fu­sio­na­rio. I ten­ta­ti­vi di avan­za­te di Ran­ca­te e Vacal­lo ven­go­no spes­so vani­fi­ca­ti da erro­ri indi­vi­dua­li e pas­sag­gi sbagliati.

C’è un epi­so­dio che cam­bia dra­sti­ca­men­te l’e­co­no­mia del match: poco pri­ma del­la pau­sa alla squa­dra di Mat­teo Zap­pel­la vie­ne nega­to un evi­den­te cal­cio di rigo­re. L’ar­bi­tro, a due pas­si dal­l’a­zio­ne, deci­de di lascia­re pro­se­gui­re. E così i padro­ni di casa di capi­tan Riva pren­do­no coraggio.

“Rin­fre­sca­te” le idee alla pau­sa, il Ran­ca­te pas­sa all’at­tac­co. Com­pli­ce un Vacal­lo più atten­di­sta nel­la ripre­sa, i nero­ver­di comin­cia­no ad asse­dia­re a più ripre­se la retro­guar­dia ospi­te. Ispi­ra­ti da Luglio – il miglio­re dei suoi – e Mani­co­ne, Chin­chio e com­pa­gni tro­va­no la rete del pari con una zam­pa­ta di Zon­ta all’o­ra esat­ta di gioco.

Cla­mo­ro­so quan­to è suc­ces­so a meno di die­ci minu­ti dal fischio fina­le sul pun­teg­gio di 1–1. Improv­vi­sa­men­te i fari del cam­po si spen­go­no. Blac­kout al Comu­na­le. E via di cor­sa ver­so gli spo­glia­toi per lascia­re “cal­di” i musco­li. La squa­dra di casa, da rego­la­men­to, ha a dispo­si­zio­ne mez­z’o­ra per ripri­sti­na­re il tut­to, altri­men­ti per­de la par­ti­ta per 0–3.

Pochi minu­ti pri­ma del­la deci­sio­ne del­l’ar­bi­tro ecco che i riflet­to­ri si riac­cen­do­no. Si ripar­te. Sen­za par­ti­co­la­ri emo­zio­ni si va ai tem­pi sup­ple­men­ta­ri che si con­clu­do­no con un nien­te di fatto.

Per decre­ta­re il vin­ci­to­re tra Ran­ca­te e Vacal­lo biso­gna affi­dar­si alla lot­te­ria dei rigo­ri. Il Ran­ca­te sba­glia tut­ti i tiri (due fuo­ri e uno para­to), il Vacal­lo no. E strap­pa così, dopo (più) di 120 minu­ti il pass per i sedi­ce­si­mi di finale.

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