1L: Mendrisio e il mal d’arbitraggio

Dopo quan­to tri­ste­men­te acca­du­to saba­to pome­rig­gio al Comu­na­le, il Men­dri­sio avreb­be neces­si­tà di una “bene­di­zio­ne”. Se è vero che al gior­no d’og­gi è sem­pre più di moda far­si bene­di­re qual­co­sa (gli scout lo zai­net­to, i pesca­to­ri le bar­che, i poli­ti­ci il con­to in ban­ca) il Men­dri­sio dovreb­be chie­de­re bene­di­zio­ne ai desi­gna­to­ri arbi­tra­li. Dal Comu­na­le, ne è usci­ta con un applau­so la Ghi­slet­ta più o meno sei mesi fa dopo un acce­so der­by tra i momò ed il Bellinzona. 

Da allo­ra, la medio­cri­tà ha pre­so il soprav­ven­to e nel cor­so del­la sta­gio­ne in cor­so si sono viste deci­sio­ni che scon­fi­na­no dal­l’il­lo­gi­co al pre­me­di­ta­to. Non ulti­ma in ordi­ne cro­no­lo­gi­co, la dire­zio­ne del­la gara Men­dri­sio — Thal­wil, affi­da­ta a David Huwi­ler, Daniel Lopez e Mat­thias Spren­ger (foto).

Che — spe­cie in pri­ma lega — l’in­ter­pre­ta­zio­ne del fuo­ri­gio­co sia ora­mai diven­ta­ta sog­get­ti­va, resta­no però alcu­ni para­me­tri fon­da­men­ta­li affin­che il giu­di­zio sia insin­da­ca­bi­le. Nel caso del­l’a­zio­ne che por­ta il Thal­wil alla rete del 2–1, i metri di off­si­de sono cal­co­la­bi­li fra i tre ed i quat­tro: il sole è alle spal­le del­l’as­si­sten­te di linea che si tro­va esat­ta­men­te in posi­zio­ne per­fet­ta per alza­re la ban­die­ri­na. Lo stes­so arbi­tro gode di visua­le suf­fi­cien­te per poter giu­di­ca­re per pro­prio con­to. Le imma­gi­ni, pub­bli­ca­te sul­la pagi­na Face­book del club, non lascia­no pro­prio dub­bi. Si trat­ta di un gra­vis­si­mo erro­re avve­nu­to in mez­zo a deci­ne di inter­pre­ta­zio­ni al con­tra­rio del regolamento. 

Trat­tan­do­si di epi­so­dio reci­di­vo (Baden, San Gal­lo, Höngg, Wett­swil, Gossau..e par­lia­mo di pun­ti pesan­tis­si­mi per la clas­si­fi­ca) ver­reb­be da por­si qual­che doman­da. Oppu­re invo­ca­re la “bene­di­zio­ne”.

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