Mendrisio, non scherziamo sulla “profondità dei sentimenti”

Rice­via­mo e pubblichiamo:

La cifra por­tan­te del­la 12esima usci­ta uffi­cia­le del Men­dri­sio è tut­ta nel­la pro­fon­di­tà dei sen­ti­men­ti. C’è un nume­ro — 147 — che saba­to pome­rig­gio è sta­to reset­ta­to come un con­ta­chi­lo­me­tri di un’au­to di secon­da mano riven­du­ta da un concessionario.

Un nume­ro che rac­co­glie il cam­mi­no di San­tia­go al con­tra­rio tra un pun­to di arri­vo (il ter­zo posto del 26 mag­gio) ed uno di par­ten­za (il 21 otto­bre. Le sof­fe­ren­ze del club non sono equa­men­te sud­di­vi­se. Gli erro­ri ‑evi­den­ti a tut­ti gli appas­sio­na­ti del­la pal­la roton­da — sono sta­ti paga­ti a prez­zo di listi­no: nes­su­no scon­to. Il risul­ta­to di una gestio­ne appros­si­ma­ti­va (in pri­mis da par­te dei gio­ca­to­ri) è tut­to nel risul­ta­to del­la par­ti­ta di saba­to: uno scial­bo 0–0 da 4 tiri uffi­cia­li nel­lo spec­chio del­la por­ta con­tro una squa­dra da zero pun­ti e 55 reti incas­sa­te nel­le pre­ce­den­ti 10 partite.

Il pri­mo tiro che ha impe­gna­to il por­tie­re avver­sa­rio, ope­ra di una “riser­va” (non attac­can­te) al minu­to 73′. Una supe­rio­ri­tà nume­ri­ca dop­pia (11 vs 9) per un tota­le di 58′ minu­ti di gio­co: un’o­ra sec­ca. Buon per la Fat­tan­za che ha smes­so di sof­fri­re e di dan­nar­si l’or­go­glio di appar­te­nen­za da ora­mai più di due mesi. Eppu­re, tra i 42 spet­ta­to­ri uffi­cial­men­te con­ta­ti sul­la tri­bu­na del Buchlern, un ter­zo era di Men­dri­sio. Ad un cer­to pun­to, anche il buon infa­ti­ca­bi­le Fer­ruc­cio ha per­so la pazien­za: il che è tut­to dire.

La “pro­fon­di­tà dei sen­ti­men­ti” non è mate­ria sul­la qua­le scher­za­re. Ci si tap­pi la boc­ca (qual­cu­no l’ha chia­ma­ta “fogna”) e si ricon­se­gni il mate­ria­le chie­den­do scu­sa. Que­sto quan­to dovreb­be­ro fare i respon­sa­bi­li che stan­no can­cel­lan­do la glo­rio­sa sto­ria di un club tra i più lon­ge­vi nel­la sto­ria del­la pri­ma lega.

Un FCM in secon­da, non lo si potreb­be pro­prio leg­ge­re, ma il tem­po pas­sa ine­so­ra­bi­le, le scu­se aumen­ta­no pro­por­zio­nal­men­te agli ali­bi: che bada ben, non sono la stes­sa cosa. Sul­la pagi­na FB del Men­dri­sio, qual­cu­no ave­va com­men­ta­to la scon­fit­ta di Eschen, invi­tan­do la socie­tà a man­da­re in cam­po gli Allie­vi A1 per fare miglio­re figu­ra. Sicu­ri che aves­se pro­prio torto?

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