Mendrisio senz’anima: pareggia con lo United in doppia superiorità numerica per oltre un’ora

Se c’e­ra una par­ti­ta da vin­ce­re per il Men­dri­sio di Fran­ce­sco Arde­ma­gni era quel­la di ieri pome­rig­gio in casa del­l’U­ni­ted Zürich, uni­ca squa­dra die­tro in clas­si­fi­ca dei momò e redu­ce da un perio­do anco­ra più buio da quel­lo vis­su­to dai ros­so­bian­co­ne­ri (lo dimo­stra­no le zero vit­to­rie e i 55 gol incas­sa­ti in 10 gare).

Eppu­re, chia­ma­to obbli­ga­to­ria­men­te al pri­mo suc­ces­so sta­gio­na­le in una sfi­da da sei pun­ti, il Men­dri­sio non rie­sce anco­ra a sor­ri­de­re. E pen­sa­re che i padro­ni di casa han­no pure spia­na­to la stra­da agli uomi­ni di Arde­ma­gni, gio­can­do in nove dal 17′.

Capi­tan Catal­do e com­pa­gni non ne han­no appro­fit­ta­to, anzi. Nono­stan­te la dop­pia infe­rio­ri­tà nume­ri­ca, i padro­ni di casa han­no anche l’oc­ca­sio­ne di pur­ga­re il Men­dri­sio e aggiu­di­car­si il match.

Un Men­dri­sio sen­za ani­ma, irri­co­no­sci­bi­le per gran par­te del match, si deve “accon­ten­ta­re” del­lo 0–0. Nel fina­le è sta­to espul­so anche Luca Mosca­tiel­lo per som­ma d’ammonizioni.

La situa­zio­ne al Comu­na­le si fa sem­pre più cupa e pre­oc­cu­pan­te: urge una ster­za­ta imme­dia­ta o altri­men­ti saran­no dolo­ri atroci.

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