Team Ticino, Antonio Esposito: “A Tenero si respira il vero calcio”

Da Team Ticino

Antonio, che tipo di percorso ti ha portato al TeamTicino?

Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni al Rapid. Negli anni seguenti sono passato al Lugano fino alle under 17 e sono tornato a casa giocando nella prima squadra del Rapid per un paio di anni. Nel frattempo ho iniziato il percorso di allenatore con i ragazzini della squadra e visto che quell’impegni mi piaceva ho quindi continuato nella formazione. Ho fatto l’assistente a Manzo che ora allena il Chiasso e allenavo i ragazzini del Lugano fino alle Under 11. Al TeamTicino sono arrivato questa estate.

Quali sono i tuoi compiti?

Aiuto mister Minelli per gli allenamenti dei centrocampisti e sono assistente di Di Manno nella U15TT. Devo dire che lui mi lascia davvero molto spazio, non c’è la differenza tra primo e secondo allenatore, durante l’allenamento mi rende molto partecipe e raramente ci dividiamo i compiti prima. Negli allenamenti – visto che anche io sono un allenatore molto presente col coaching – ci alterniamo. Invece in partita è lui a dirigere la squadra e cerco di stare tranquillo anche per non mandare in confusione i ragazzi che così hanno solo una voce da sentire.

Quali sono invece gli aspetti che ti piacciono nell’allenare i ragazzi?

Mi è sempre piaciuto creare un rapporto importante con i ragazzi, sin dai tempi del Rapid. Nonostante in apparenza possa sembrare molto duro e diretto, credo di essere giusto. E in tutti questi anni, nonostante un tono di voce importante i ragazzi si sono sempre legati a me. Devo dire che anche con i genitori, che magari all’inizio mi guardavano con sospetto, non ho mai avuto problemi. Anche se fuori posso diventare un loro fratello maggiore e accetto e faccio battute, sul campo sono comunque sempre molto esigente. In definitiva credo di essere severo, coerente, ma anche sincero e onesto con loro.

Quali sono i tuoi obiettivi?

Quando il Team mi ha chiamato ho accettato la proposta con molto entusiasmo. Perché il mio sogno è appunto quello di diventare un allenatore professionista, e credo che questo sia il giusto punto di partenza. Si respira professionalità, organizzazione e vero calcio. Ho la possibilità di imparare da allenatori professionisti e in definitiva penso sia un bel trampolino di lancio.

Ci sono tue caratteristiche che hai migliorato al Team?

Beh, sotto il profilo caratteriale credo di essere migliorato. Ho imparato a gestirmi meglio. Essendo un tipo impulsivo a volte le mie reazioni erano sopra le righe, qui sto imparando a controllarmi e quando devi allenare dei ragazzi è sicuramente un pregio perché hanno il diritto di sbagliare, anzi lo devono fare. E il formatore è giusto che non si arrabbi molto. L’errore è giusto farlo notare, ma in modo costruttivo.

Fino ad ora sei contento del cammino fatto in campionato?

Sì. I ragazzi sono migliorati molto su diversi aspetti, anche a livello mentale sono entrati nella giusta ottica. Questa per loro è un’occasione d’oro e devono sfruttarla al meglio, se hanno il sogno di diventare calciatori. Ma c’è ancora molto lavoro da fare. Per esempio mi piacerebbe vedere una squadra padrona del campo nel palleggio e nel gioco. Mi piacerebbe almeno provare a proporre un calcio in cui il possesso palla e il dominio della partita sia importante.

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