L’Alfabeto di Laborsport: D come… Donghi. L’uomo della rinascita del Vallemaggia

Ha preso in mano il Vallemaggia dopo una stagione in cui il club biancorosso si è salvato in Seconda Lega per il rotto della cuffia. Patrick Donghi ha ereditato la squadra dalle mani di Marco Ruberto, a cui è spettato l’arduo compito di condurre i suoi ragazzi alla salvezza dopo la separazione consensuale con lo storico Nathan Schiavon.

E chi pensava che il Vallemaggia lottasse nuovamente per mantenere la categoria si è dovuto presto ricredere. Con Donghi alla guida i valmaggesi hanno strappato applausi e dato filo da torcere anche alle compagini più ambiziose della categoria.

Merito di un tecnico che lentamente ha saputo farsi spazio tra i grandi e saputo ritagliarsi un proprio ruolo con idee chiare e un calcio frizzante. Patrick Donghi è l’allenatore del cambio generazionale. Perché non solo all’ex Team Ticino è stato chiesto di salvare la categoria, ma gli è stato chiesto di farlo attraverso l’impiego costante di giovani calciatori della zona. Perché giocare per il Vallemaggia è anche questo: rappresentare la regione onorando la maglia su e giù per il massimo campionato di calcio ticinese.

Donghi e il suo Vallemaggia, dopo un inizio scoppiettante, hanno leggermente abbassato il ritmo precipitando dalla terza posizione all’ottava con 17 punti (una partita ancora da disputare).

La frenata di capitan Siegrist e compagni, però, non può cancellare quanto di buono fatto fino a questo momento. 17 punti sono un buon bottino per chi, in un modo o nell’altro, punta a valorizzare i giovani e mantenere il posto in Seconda Lega. E pensare che al giro di boa della scorsa stagione, il Vallemaggia di punti ne possedeva 11, quattro in meno di quelli attuali allo stesso punto della stagione.

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