L’Alfabeto di Laborsport: E come…Esterno. Tutti lo vogliono, ma come una volta non ne fanno più

Lo cer­ca­no tut­ti. Così come una vol­ta ci si face­va la guer­ra per tro­va­re un buon libe­ro. Sem­bra pas­sa­to un seco­lo da quan­do un Pal­lo­ne d’O­ro pote­va­no gio­car­se­lo i Bec­ken­bauer, i Bare­si, i Scirea.

Oggi si cer­ca con ogni mez­zo pos­si­bi­le un Ester­no Alto. Non ce ne sono più con le carat­te­ri­sti­che che ser­vi­reb­be­ro. Sono in cri­si pure gli ingle­si che del­la cor­sa sui bina­ri ester­ni e quel­la pal­la mes­sa in mez­zo ci han­no costrui­to il capi­to­lo più ego­cen­tri­co del­la loro storia.

Okay, ci sono i feno­me­ni: ma l’e­ster­no alto o la meglio pio­nie­ri­sti­ca Ala sono spa­ri­ti. Fat­to stra­no, nel­l’e­po­ca in cui si fa del­la tran­si­zio­ne un caval­lo di bat­ta­glia. Insom­ma: quel­li che cal­pe­sta­no la linea late­ra­le sono rima­sti dav­ve­ro pochi. E quin­di ogget­to di contesa.

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