L’Alfabeto di Laborsport: F come… Fabbri. L’allenatore da podio e (un’amara) realtà

C’è chi, ogni sta­gio­ne cal­ci­sti­ca, si ritro­va a com­bat­te­re la stes­sa guer­ra. Mau­ri­zio Fab­bri, alle­na­to­re del Col­dre­rio, que­sta sen­sa­zio­ne la avver­te spes­so e volen­tie­ri ai ran­ghi di par­ten­za di un cam­pio­na­to di Ter­za Lega.

La squa­dra di Fab­bri figu­ra da qual­che anno tra le con­ten­den­ti alla pro­mo­zio­ne in Secon­da Lega. Un obiet­ti­vo ambi­zio­so che fino­ra però non è mai sta­to rag­giun­to. Chi non cono­sce a fon­do la real­tà momò potreb­be legit­ti­ma­men­te pen­sa­re a un ripe­tu­to flop dei bian­co­ros­si, potreb­be rite­ner­li non all’altezza di simi­li discor­si e più sem­pli­ce­men­te potreb­be con­si­de­ra­re il Col­dre­rio e il suo con­dot­tie­ro dei puri spac­cia­to­ri di illu­sio­ni. Ma le cose non stan­no così.

Pro­nun­cia­re la paro­la “pro­mo­zio­ne” a Fab­bri fa let­te­ral­men­te rab­bri­vi­di­re. Chie­de­re alle per­so­ne vici­ne a lui se non è vero…
Non per­ché il tec­ni­co ita­lia­no non rie­sce a cen­tra­re la pro­mo­zio­ne, ma piut­to­sto per­ché a inse­ri­re annual­men­te la sua squa­dra tra le favo­ri­te è la gen­te che i cam­pi di Ter­za Lega li gira in lun­go e in largo.

Un atte­sta­to di sti­ma sì, ma che non biso­gna con­fon­de­re con la (dura) real­tà. Il Col­dre­rio di Fab­bri è squa­dra soli­da, orga­niz­za­ta, friz­zan­te e tal­vol­ta impre­ve­di­bi­le. È dota­ta di impor­tan­ti qua­li­tà che, amal­ga­ma­te alla voglia di impor­si del pro­prio alle­na­to­ri, han­no por­ta­to i sot­to­ce­ne­ri­ni a reci­ta­re un ruo­lo da pro­ta­go­ni­sta nel Grup­po 1 di Ter­za Lega.

Ogni anno, però, para­fra­san­do scher­zo­sa­men­te le paro­le di un mem­bro del­la socie­tà “ce n’è una”. La sta­gio­ne scor­sa, chiu­sa al quar­to posto, il “pove­ro” Col­dre­rio ha dovu­to lot­ta­re con squa­dre più attrez­za­te come Cade­ma­rio, Mon­te­ce­ne­ri e Ran­ca­te toglien­do­si lo sfi­zio di chiu­de­re davan­ti al Col­li­na d’Oro.
L’annata 2016, ter­zi in clas­si­fi­ca, è sta­to l’anno dell’ambiziosissimo Rapid Luga­no, men­tre l’anno pri­ma (quar­to posto) è toc­ca­to all’altrettanto ambi­zio­so Morbio.

Insom­ma, per tro­va­re una sta­gio­ne in cui Fab­bri non ha con­dot­to i suoi al di fuo­ri del­le pri­me quat­tro posi­zio­ni biso­gna risa­li­re alla sta­gio­ne 2014–2015, ter­mi­na­ta in otta­va posizione.

Al giro di boa del­la cor­ren­te sta­gio­ne, l’allenatore ita­lia­no e la sua squa­dra sono riu­sci­ti a tene­re il pas­so dei ric­chi Col­li­na d’Oro e Mal­can­to­ne, met­ten­do l’andata in archi­vio a pari pun­ti col Mal­can­to­ne e solo tre lun­ghez­ze dal­la capolista.

Un altro cam­pio­na­to da pro­ta­go­ni­sta per Mau­ri­zio Fab­bri, un altro cam­pio­na­to in cui il sogno pro­mo­zio­ne è da con­si­de­rar­si rea­le, ma anche quest’anno potreb­be “esser­ce­ne una…”.

Al Col­dre­rio, al suo alle­na­to­re, e a tut­ti tifo­si bian­co­ros­si non rima­ne che con­ti­nua­re a vive­re nell’attesa, maga­ri spe­ran­do che Bab­bo Nata­le por­ti qual­che gio­ca­to­re in gra­do di legit­ti­ma­re anche i sogni più nascosti.

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