Renato Sergi e l’addio al Bellinzona: “Unicamente per questioni lavorative. Che calore i tifosi granata”

23 anni, 91 pre­sen­ze e 14 gol con la maglia del Bel­lin­zo­na. Rena­to Ser­gi, mal­gra­do la gio­va­ne età, è sta­to uno dei pun­ti di rife­ri­men­to del­la rina­sci­ta dei gra­na­ta. Lui, cre­sciu­to al Comu­na­le, non ci ha pen­sa­to due vol­te. La risa­li­ta dal­la Secon­da Lega regio­na­le fino alla Pri­ma Lega Pro­mo­tion. Il gio­va­ne Ser­gi è sta­to uno dei gio­ca­to­ri che nel pro­get­to Bel­lin­zo­na ci han­no sem­pre creduto.

Da qual­che set­ti­ma­na, però, il jol­ly offen­si­vo è un nuo­vo gio­ca­to­re del­l’Ar­be­do, club che pun­ta sen­za nascon­der­si alla pro­mo­zio­ne in Secon­da Lega Interregionale.

Con un po’ di emo­zio­ne, Ser­gi sve­la che “sono mol­te­pli­ci i moti­vi che mi han­no por­ta­to a pren­de­re la scel­ta di lascia­re Bel­lin­zo­na. Dopo cin­que anni di sacri­fi­ci e lot­te con­ti­nue ho deci­so di dare più spa­zio alla mia atti­vi­tà lavo­ra­ti­va. Salu­to con un arri­ve­der­ci que­sta fan­ta­sti­ca fami­glia che mi ha dato dav­ve­ro tanto”.

Cin­que anni col­mi di ricor­di inde­le­bi­li per­ché con­trad­di­stin­ti da pure gio­ie. “Non ne esi­ste uno più bel­lo di un altro. Sono tut­ti spe­cia­li per me: dal­la pro­mo­zio­ne dal­la Secon­da Lega all’ul­ti­ma gior­na­ta in Promotion”.

Ad Arbe­do, Rena­to si aspet­ta di “rina­sce­re”. “Ulti­ma­men­te ho avu­to poca con­si­de­ra­zio­ne e nel cal­cio se non hai la fidu­cia puoi fare dav­ve­ro poco. L’Ar­be­do mi aiu­te­rà a ritro­va­re me stes­so. Chia­ra­men­te i pro­get­ti sono mol­ti e sono sicu­ro ce fare­mo bene”.

“Lascia­re Bel­lin­zo­na – con­clu­de – è sta­ta dura, per­ché sen­ti di lascia­re una cit­tà inte­ra. Chi ha avu­to l’o­no­re di vesti­re la maglia gra­na­ta si è reso con­to del calo­re che stra­vol­ge il Comu­na­le gra­zie alla pas­sio­ne di ogni tifo­so che vie­ne allo sta­dio. Io rin­gra­zio tut­te le per­so­ne che ci han­no soste­nu­to e che soster­ran­no anco­ra il Bel­lin­zo­na. Mi dispia­ce se qual­cu­no non doves­se con­di­vi­de­re la mia scel­ta, ma l’ho fat­ta uni­ca­men­te per que­stio­ni lavorative”.

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