L’ispirazione del Garda e le nottate intere a progettare. Quando Laborsport era solo un’idea

Esat­ta­men­te un anno fa Laborsport.com non esi­ste­va anco­ra. Era solo un pen­sie­ro di un grup­po di ami­ci, appas­sio­na­ti del­lo sport nostra­no con il cuo­re che bat­te per il pal­lo­ne, ma que­sto lo avre­te cer­ta­men­te capito.

365 gior­ni fa Labor­sport era solo un’idea come altre. Labor­sport non era altro che una sem­pli­ce bat­tu­ta but­ta­ta lì nel cas­set­to insie­me a cen­ti­na­ia di sogni, idee e chi più ne ha più ne metta.

Affac­cia­ti alla fine­stra ad ammi­ra­re la mae­sto­si­tà del Lago di Gar­da abbia­mo con­ce­pi­to Labor­sport, per­ché da subi­to abbia­mo capi­to che potes­se trat­tar­si di un sito sem­pli­ce, effi­ca­ce e che con­fa­ce­va ai nostri inte­res­si e pas­sio­ni. Labor­sport è dun­que figlio del­la pas­sio­ne di scri­ve­re e rac­con­ta­re la nostra pas­sio­ne. Nien­te di più e nien­te di meno.

Il Gar­da che in sfon­do ispi­ra­va le nostre men­ti, il fuo­co del­la pas­sio­ne che ani­ma­va e scal­da­va i nostri cuo­ri e, infi­ne, una buo­na dose di corag­gio. Per­ché lan­ciar­si in atti­vi­tà simi­li può sem­bra­re faci­le, ma faci­le non è.

E allo­ra, via a pro­get­ta­re home, colo­ri, nomi, loghi, pre­ven­ti­vi. Il tut­to fino a tar­da not­te con le occhia­ia che chie­de­va­no mise­ria il gior­no suc­ces­si­vo, ma con il sor­ri­so stam­pa­to in faccia.

Laborsport.com è anche il trait d’union di un grup­po di ami­ci che ha cemen­ti­fi­ca­to il pro­prio rap­por­to pro­prio gra­zie all’attività quo­ti­dia­na di quel­lo che a voi appa­re come sem­pli­ce “noti­zia”.

Dob­bia­mo anco­ra spe­gne­re una can­de­li­na, com­pie­re il nostro pri­mo anno, ma sap­pia­mo già cam­mi­na­re da soli e i den­ti per masti­ca­re ci sono già spun­ta­ti. E se que­sto è solo l’inizio non vedia­mo l’ora di vede­re il resto.

A chi ci ha segui­to dal gior­no zero, a chi lo fa anco­ra e a chi ha smes­so di far­lo. A chi ci sup­por­ta con apprez­za­men­ti e con­si­gli, ma anche con cri­ti­che e sug­ge­ri­men­ti, a chi ci vuo­le bene e a chi ci vuo­le male. A tut­ti quel­li che han­no con­tri­bui­to alla riu­sci­ta di que­sta ini­zia­ti­va. A paren­ti e ami­ci che ci han­no inco­rag­gia­to, aiu­ta­to in qual­sia­si manie­ra, alle fidan­za­te a cui abbia­mo sot­trat­to tem­po e atten­zio­ni, ai com­pa­gni d’avventura uni­to­si in cor­so d’opera augu­ria­mo che il 2019 pos­sa esse­re un anno di sod­di­sfa­zio­ni e gioie.

La reda­zio­ne

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