Caos Calcio: appunti di resistenza (2). FC Lugano: la rabbia e l’orgoglio. Ma ne siamo sicuri?

Anche la secon­da pun­ta­ta del­la nostra rubri­ca set­ti­ma­na­le di appro­fon­di­men­to ha per tito­lo una doman­da. Del resto, se “ La Rab­bia e l’Orgoglio” del­la Fal­la­ci ha qua­le uni­ca tesi la supe­rio­ri­tà dell’Occidente e la vio­len­za reli­gio­sa del­la cul­tu­ra isla­mi­ca che pre­pa­ra l’attacco fina­le agli Sta­ti Uni­ti e all’Europa — tesi sul­la qua­le ragio­ni e tor­ti si ritro­va­no dopo 19 anni anco­ra in discus­sio­ne – la rab­bia e l’orgoglio del FC Luga­no han­no qua­le pos­si­bi­le tesi la neces­si­tà di ripor­ta­re il più pre­sto pos­si­bi­le la u21 in una cate­go­ria che com­pe­te­reb­be ad un club ambi­zio­so, ora­mai da quat­tro sta­gio­ni sta­bi­le nel­la mas­si­ma cate­go­ria, par­te­ci­pe ad una fina­le di Cop­pa Sviz­ze­ra e ad una edi­zio­ne di Euro­pa League.

Nel­la sto­ria del FC Luga­no, una del­le date che non dovreb­be­ro esse­re dimen­ti­ca­te è quel­la del 30 mag­gio 2015. Faci­le ricor­da­re che quel gior­no a Cor­na­re­do c’erano 5.515 spet­ta­to­ri a festeg­gia­re la pro­mo­zio­ne. Ma, evi­den­te­men­te, non è faci­le tene­re a men­te che quan­do il Sig. Luca Gut fischia­va l’inizio di Luga­no – Wohlen, a 265 chi­lo­me­tri di distan­za un cer­to Dani­lo Del Toro (tre­quar­ti­sta che in Tici­no lo cono­sco­no – for­se – in quat­tro gat­ti) con­dan­nò il club bian­co­ne­ro alla retro­ces­sio­ne in secon­da lega con la squa­dra under 21. Un goal paz­ze­sco, se lo ricor­de­rà bene Alean­dro Pra­ti, che a due minu­ti dal ter­mi­ne del­la par­ti­ta gio­ca­ta alla “Spor­rer” di Win­ter­thur  levò alla squa­dra di Ortel­li il pun­to che avreb­be per­mes­so di sca­val­ca­re in clas­si­fi­ca il Thal­wil e di sal­var­si la pel­le. Non solo non fu data giu­sta impor­tan­za a quel­la par­ti­ta, ma pochi, in seno al club, sem­bra­va­no aver com­pre­so l’entità di tale conseguenza. 

Tant’è che oggi il FC Luga­no è l’unica com­pa­gi­ne di Super Lea­gue a non pos­se­de­re una u21 in pri­ma lega. A quan­to pare, nono­stan­te qual­che dove­ro­sa pun­tua­liz­za­zio­ne di Fabio Cele­sti­ni e la com­pren­si­bi­le prag­ma­ti­ca con­fes­sio­ne di Leo­nid Novo­sel­skiy, non sem­bra che ricon­qui­sta­re la cate­go­ria uti­le per far cre­sce­re qual­che gio­va­ne sia foca­liz­za­to qua­le obiet­ti­vo stra­te­gi­co. Un po’ come con­ti­nua­re a pre­di­li­ge­re la via bre­ve del mer­can­zia altrui.

Abbia­mo curio­sa­to tra i fogli par­ti­ta del­le ulti­me sta­gio­ni gio­ca­te dai bian­co­ne­ri in pri­ma lega, anche quel­le sot­to la ragio­ne socia­le ed i colo­ri del Team Tici­no e fra gli altri abbia­mo sco­va­to i vari Bru­no Valen­te, Sal­va­to­re Gua­ri­no, Mat­tia Bot­ta­ni, Alex Cor­daz, Michael Per­rier, Ful­vio Sul­mo­ni, Andreas Bec­chio, André Dou­din, Ibra­him Dial­lo, Mir­ko Fac­chi­net­ti, Anto­nio Felit­ti, lo sfor­tu­na­to Davi­de Riva, Yohan Vio­la ed altri anco­ra che ad elen­car­li tut­ti quan­ti ser­vi­reb­be una pun­ta­ta inte­ra del­la rubrica. 

Poco o nul­la di inte­res­san­te si ritro­va in ciò che accad­de suc­ces­si­va­men­te, con un trend che anche per la sta­gio­ne 2018–19 – sal­vo sui­ci­di altrui – non dovreb­be por­ta­re a pia­ce­vo­li evo­lu­zio­ni. Del resto, anche i nume­ri han­no con­fer­ma­to il disin­te­res­se del­la diri­gen­za nei riguar­di di que­sta squa­dra che ai 48 pun­ti mes­si insie­me alle spal­le del Bel­lin­zo­na nel­la sta­gio­ne 2015–16 ne ha fat­ti segui­re cro­no­lo­gi­ca­men­te pri­ma 38 e poi 32. 

L’occasione per fare un bilan­cio di un qua­drien­nio da com­pri­ma­ria nel­la lega ama­to­ri sarà data dal risul­ta­to fina­le del­la sta­gio­ne 2018–19, ma è chia­ro che intan­to, per far cre­sce­re gio­va­ni e meno gio­va­ni, leg­ga­si ad esem­pio i casi recen­ti di Milo­sa­vlje­vic, Gui­dot­ti o Abe­di­ni, ci si deve rivol­ge­re altro­ve e i pre­ce­den­ti, che ripor­ta­no tra gli ingre­dien­ti in discus­sio­ne anche i per­cor­si di Bot­ta­ni, Dou­din o Toset­ti non lascia­no ipo­tiz­za­re un cam­bio di rotta. 

La pista è sem­bra­ta quel­la sba­glia­ta. Il ser­ba­to­io è pie­no di ben­zi­na e acqua e di con­se­guen­za il moto­re è ingol­fa­to. La lista lun­ga, ades­so, è quel­la di gio­ca­to­ri che esco­no dal­la 21 e fan­no una fati­ca tre­men­da a tro­va­re squa­dra in secon­da lega: scri­ver­la, sareb­be irri­spet­to­so nei con­fron­ti di chi ci è casca­to e ancor di più nei riguar­di di  chi anco­ra ci crede. 

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