Caos Calcio: appunti di resistenza. Portieri: è ora di colmare il vuoto. La strada è quella giusta

Si è fatto un certo squillare di tromba e rullare di tamburi attorno ai portieri svizzeri, visto come i vari Yann Sommer, Roman Bürki, Yvon Mvogo, Gregor Kobel, Jonas Omlin, David von Ballmoos ed alcuni altri abbiano riscosso meritati consensi in ambito nazionale ed internazionale. Dopo un periodo avaro di talenti, le curve hanno iniziato a diminuire ed il futuro, anche in virtù del buono che si è visto in questa stagione al di sotto della SFL sembra un rettilineo pratico e funzionale. Patrick Foletti e Sven König, che sono i responsabili dei portieri nazionali, hanno recentemente invitato gli allenatori ad un campus che ha radunato al Centro Sportivo Nazionale di Macolin i migliori giovani portieri svizzeri: non solo quelli che rientrano già nel giro della nazionali, ma anche quelli considerati meglio preparati per una crescita graduale.

Peccato però che dei 35 portieri scesi in campo nella stagione 2018-19 di Swiss Football League non vi sia nemmeno un portabandiera del Canton Ticino. Se è assolutamente eccitante aver visto in panchina alcuni rappresentanti della generazione 00 (Lucio Soldini, Emanuele Durini, Thomas Candeloro e mettiamoci anche Alexander Muci), dall’altro canto ci si deve chiedere come mai fra i 18 estremi difensori che hanno giocato in Challenge e tra i 17 che hanno calcato i campi della Super League non vi siano esponenti locali.

Al netto delle speranze del futuro, ammainata la bandiera per anni retta con grande professionalità e sacrificio da Germano Vailati, il Ticino coi guanti è oggi rappresentato in Promotion League da Ulisse Pelloni e Aleandro Prati e in Prima Lega da Andrea Cataldo. Eppure, forse superfluo ricordarlo, ma Patrick Foletti resta il massimo esponente svizzero quando si parla di portieri e la sua vocazione, partita dalla stazione di Mendrisio, dovrebbe ricordare che il Ticino ha un passato più che dignitoso per ciò che concerne la formazione dei numeri 1.

Il vuoto generazionale è stato evidente a tutti e soprattutto nelle leghe minori è chiara oramai da parecchi anni l’inflazione di portieri italiani che in qualche modo consente di limitare una carenza di ruolo che invece non appartiene ai settori giovanili, dove le speranze e le attenzione sono riposte fino ad un limite massimo di crescita che non è limitato esclusivamente dai centimetri.

Lugano e Chiasso, le due società che rappresentano il calcio ticinese nell’ambito dei tornei maggiori, hanno entrambe manifestato nelle ultime due stagioni parecchie incertezze proprio nel contesto dell’area piccola dove i punti lasciati per strada a causa di errori grossolani (anche di natura tecnica) hanno inciso sui rispettivi bilanci.

Ora che la strada sembra tracciata per un meritato riscatto, non resta che sfruttare le competenze di chi ha creato campioni internazionali ed allinearsi con il resto della Svizzera perché grazie alla generazione 00 tutto questo può non essere impossibile.

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