Un Golden Boy per il Chiasso (e per il Lugano): Perché Manicone è un affare win-to-win

Di Ric­car­do Vassalli

“Il gio­ca­to­re si farà, anche se ha le spal­le stret­te…” can­ta­va Fran­ce­sco De Gre­go­ri nel­la famo­sis­si­ma ‘Leva cal­ci­sti­ca del ‘68’. Car­lo Mani­co­ne (clas­se 1998) non ha le spal­le tan­to stret­te, ma si farà. È gio­va­ne, è dota­to di una strut­tu­ra fisi­ca impor­tan­te, sa tro­va­re la por­ta, ma soprat­tut­to ha il kil­ler-instinct nel san­gue. Chia­ma­lo poco per un gio­ca­to­re che di ruo­lo fa l’attaccante.

Mani­co­ne – figlio di Anto­nio, vice-alle­na­to­re del­la Nazio­na­le Sviz­ze­ra ed ex cal­cia­to­re di Inter, Fog­gia e Udi­ne­se tra le altre – gode di un cur­ri­cu­lum impor­tan­te, nono­stan­te i 20 anni appe­na com­piu­ti. Cre­sciu­to nel Team Tici­no, il gio­va­ne attac­can­te è ben pre­sto diven­ta­to uno dei gio­va­ni pro­spet­ti più inte­res­san­ti nel pano­ra­ma cal­ci­sti­co ita­lia­no gra­zie alle gene­ro­se pre­sta­zio­ni con le gio­va­ni­li di Juven­tus ed Empo­li, club con il qua­le è sta­to inco­ro­na­to Gol­den Boy al Tor­neo di Via­reg­gio nel 2017. Pre­mio vin­to, in pas­sa­to, da cal­cia­to­ri come Ciro Immo­bi­le, Leo­nar­do Spi­naz­zo­la, Bryan Cri­stan­te e Alber­to Cer­ri. Gen­te che ora mili­ta nel mas­si­mo cam­pio­na­to del­la vici­na penisola.

Car­lo Mani­co­ne è da poco un nuo­vo attac­can­te del Chias­so. Al Riva IV è arri­va­to in pre­sti­to dal Luga­no gra­zie ai buo­ni uffi­ci dei due club in cau­sa. All’ombra del Penz cer­che­rà di recu­pe­ra­re appie­no dall’ormai dimen­ti­ca­to infor­tu­nio al cro­cia­to, rime­dia­to dopo appe­na 12’ nell’ultima gior­na­ta di Super Lea­gue del­la scor­sa sta­gio­ne con­tro lo Zuri­go. Ma soprat­tut­to dovrà con­tri­bui­re in modo deter­mi­nan­te alla rin­cor­sa ver­so la sal­vez­za del club alle­na­to da Andrea Man­zo. Ecco per­ché, abbi­nan­do i due aspet­ti, il pre­sti­to fino a giu­gno in Chal­len­ge Lea­gue ha tut­te le sem­bian­ze di un affa­re win-to-win.

Insie­me al capo­ca­non­nie­re del Chias­so Zoran Josi­po­vic, Mani­co­ne è chia­ma­to a garan­ti­re una buo­na dose di gol per ten­ta­re di sal­va­re il Chias­so. Sta­rà ad Andrea Man­zo deci­de­re se le due gio­va­ni spe­ran­ze del cal­cio tici­ne­se potran­no co-esi­ste­re. I tifo­si ros­so­blù ci spe­ra­no e sogna­no, il Luga­no pure e i due scal­pi­ta­no in vista del pri­mo impe­gno uffi­cia­le del 2019. Si dice che se “son rose fio­ri­ran­no”. A noi non resta che aspettare…

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