A tu per tu con Pelloni: “Sono molto affezionato ai colori granata. Ramon Consoli il migliore nel suo ruolo…”

Se il Bellinzona può vantare la terza migliore difesa della Promotion League, diciamocelo, è gran parte merito suo. Ulisse Pelloni, 25 anni oggi (tanti auguri dalla redazione di laborsport.com), è sicuramente uno dei pilastri della squadra granata nonché uno dei migliori portieri ticinesi attualmente in circolazione. Dopo la consueta trafila nel Team Ticino e l’esordio in Challenge League con la maglia del Locarno, ecco l’esperienza al di là del Gottardo con la maglia dell’Aarau, con la quale è anche arrivato l’esordio nella massima serie Svizzera. Dopodiché il gradito ritorno in Ticino, prima con la breve parentesi a Chiasso e poi con la maglia del Bellinzona. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

Nonostante la tua giovane età possiamo considerarti un portiere di grande esperienza. Qual è stato il compagno di ruolo dal quale hai imparato di più e cercato di rubare qualche cosa per arricchire il tuo bagaglio personale? 

“A dire la verità, anche se può sembrare una frase fatta, non ce n’è uno in particolare. Ho cercato di cogliere le qualità sia tecniche che umane di ogni portiere con il quale ho condiviso una o più stagioni. A livello umano, quello con il quale ho riscontrato grande “affinità” e con il quale ho trascorso un sacco di bei momenti è stato Lorenzo Bucchi (compagni durante la prima stagione ad Aarau, ndr).”

L’esperienza a livello calcistico più bella e importante della tua carriera?

“Da questo punto di vista posso ritenermi soddisfatto nonostante tutto perché ho vissuto momenti bellissimi ed emozioni uniche grazie al calcio. I debutti in Challenge League con la maglia del Locarno, il debutto in Super League con la maglia dell’Aarau, le partite disputate con la maglia della Nazionale Svizzera U20 e U21 e, per concludere, la grande emozione della promozione in Promotion League con la storica maglia granata.”

Cosa ti ha portato a tornare in Ticino dopo l’esperienza oltre Gottardo? C’è qualcosa che non ha funzionato?

“Se devo essere sincero sono rientrato in Ticino più per necessità che per scelta. Non ho trovato nessuna squadra di Challenge League in Svizzera interna o francese che mi offrisse una “chance interessante” e quindi ho optato per il ritorno al sud delle Alpi. Nel calcio, oltre alle qualità tecniche, per riuscire ad emergere ci vogliono una lunga serie di fattori come il fisico, la fortuna, essere nel posto giusto al momento giusto. Evidentemente almeno una di queste componenti è mancata nella mia avventura oltralpe.”

Concentrandoci sulla tua avventura a Bellinzona e su questa stagione, quali sono i tuoi obiettivi personali?

“L’obiettivo principale è quello di riuscire a regalare alla città, ai nostri affiatati e numerosi tifosi, alla società che in questi anni ha fatto davvero tanti tanti sforzi e sacrifici (e che ringrazio di cuore) oltre che all’intero Canton Ticino il ritorno in Challenge League di questa storica squadra. Senza nulla togliere alle altre piazze ticinesi, credo che Bellinzona sia la piazza più calda, affiatata e idonea dove fare calcio nel nostro cantone.
Altro obiettivo è quello di continuare ad offrire prestazioni come ho avuto la fortuna di fornire sino ad ora e dimostrare a chi magari non ha più creduto in me di esserci, di essere uno che non molla alle prime difficoltà e di poter competere ancora ad alti livelli.”

Ti piacerebbe tornare un giorno a calcare i campi di super League, magari proprio con la maglia granata?

“Certo, sarebbe davvero un sogno. Anzi, lo definirei più un obiettivo dato che il sogno è qualcosa di difficilmente avverabile mentre l’obiettivo può sempre essere raggiunto se ci si crede fino in fondo.
Spero davvero di cuore di riuscire a raggiungere questo straordinario traguardo con la maglia granata, una maglia alla quale mi sono davvero affezionato molto e che sono fiero di indossare ogni domenica.”

Sappiamo che ti trovi molto bene con l’attuale preparatore dei portieri, Ramòn Consoli, che cosa c’è di speciale nei suoi metodi di allenamento?

“Bè direi che una parte dell’intervista va dedicata sicuramente a Ramòn Consoli, il mio allenatore portieri.
Una persona davvero gentile, di cuore e con una grande passione verso tutto ciò che fa. Probabilmente è soprattutto merito suo se sono riuscito ad adattarmi velocemente alla differenza di categoria e a trovare questa costanza di rendimento.
La sua metodologia di allenamento è qualcosa di davvero interessante e, in un certo senso, innovativa. Senza voler sminuire nessuno credo sia il miglior preparatore portieri in assoluto a livello cantonale, e parlo di qualsiasi categoria. Sono davvero contento di averlo incontrato; la sua grande passione e la mia costante voglia di alzare l’asticella trovo siano davvero un bel mix e infatti mi trovo davvero alla grande sia con lui che il suo modo di lavorare.”

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