CaosCalcio: appunti di resistenza (7). Si fa sul serio, ma il Ticino è ancora in rodaggio

Ovunque, echi che provengono dai campi della Regione. Fari accesi, lavatrici e asciugatrici in funzione. Lavascarpe nuovamente aperti. Entusiasmo. Clima che sembra propenso a condurci fuori da un inverno mite e generoso come forse non era necessario aspettarsi. La speranza di tutti quanti è quella che non la si debba purgare da Marzo in poi.

In Super League il Lugano è sgabbiato in ritardo, come un cavallo timoroso di fare la corsa. Alla preoccupante sconfitta interna con il Thun si è sommata la prestazione sotto tono del Tourbillon che solo casualmente non ha spaccato la classifica. Buon per i bianconeri che a Zurigo le cavallette sembrino destinate ad una primavera di altrettanta sofferenza, ma lo Xamax di Stephane Henchoz ha lasciato il binario morto grazie alla vittoria ottenuta a spese del Lucerna. Il Lugano giocherà proprio alla Swissporarena il prossimo incontro e troverà sulla propria strada una squadra reduce da tre partite in sei giorni.

In Challenge, il Chiasso ha conquistato finalmente una vittoria casalinga, la prima back to back della stagione. I rossoblu hanno strappato con onore i tre punti alla capolista Servette in un pomeriggio da lupi che ha cancellato di colpo il cielo primaverile della settimana ma non il bel successo degli uomini di Manzo a Sciaffusa. Complice la vittoria del Kriens sul Winterthur, i rossoblu si sono ritrovati ultimi alla vigilia della sfida con i ginevrini e della trasferta sul campo della squadra più in forma di tutto il circuito. Dopo un inizio da incubo per il goal subito e per la direzione folle di Erlachner, Martignoni e soci hanno messo la partita sul tavolo da gioco preferito, facendo emergere tutte le lacune della squadra di Geiger che lontana dalla Praille fa davvero molta fatica ad impostare il proprio gioco, specie sui campi al limite della praticabilità.

Senza entusiasmare e senza farsi male. Bellinzona e Lugano U21 si sono lasciate sul 2-2 nel test giocato sul sintetico di Cornaredo. Granata in fase di carburazione, nuovamente in campo martedì prossimo a Paradiso e bianconeri che pur rinforzati con qualche elemento della prima squadra hanno ancora qualche settimana per trovare la quadra in vista di una seconda fase di campionato da correre a cento all’ora per tentare di rispettare i programmi societari e di credere possibile la riconquista della categoria superiore.

Già: la prima lega. Categoria che il Ticino deve difendere ad ogni costo, cercando magari di aggiungere una seconda squadra, per non perdere l’opportunità di sfruttare un campionato divenuto sempre più di formazione.

A Mendrisio vi è però un mix di entusiasmo e preoccupazione che le prime amichevoli hanno contribuito ad equilibrare. Il sodalizio del magnifico borgo sta giocando il ventesimo campionato consecutivo in prima lega, categoria strategica riconquistata nella primavera del ’99 dopo un paio di stagioni in seconda inter. Con la situazione sempre in bilico del Chiasso (società in seno alla quale gioverebbe un po’ più di entusiasmo) il sud del Ticino rischierebbe di restare isolato se la squadra di Bettinelli dovesse retrocedere. A garantire comunque una presenza locale di vitale importanza formativa in prima lega, potrebbe pensarci il bene attrezzato Paradiso che tuttavia appartiene logisticamente ad un’area già ben strutturata di squadre e giocatori.

Per portare a termine con successo la propria missione, Stefano Bettinelli pare abbia adottato un approccio realista. Lo ha dichiarato nelle interviste, lasciando intendere che il cambiamento dei rapporti di forza lo avremmo potuto giudicare dal campo. Per ora, dopo la delusione del pareggio contro il Castello, la strada da fare sembra ancora parecchia e 19 allenamenti in 27 giorni non sono stati sin qui sufficienti per far stringere la mano tra le caratteristiche dei suoi giocatori ed il modulo scelto per la scalata alla salvezza. Il primo avversario dei momò sarà il San Gallo che sabato ha sconfitto 9-1 il Bazenheid anche in virtù della presenza fra gli altri degli esperti Philippe Koch, Milan Vilotic e del promettente ’98 Jeremy Guillemenot, maglia numero 9 e due anni di esperienza con la cantera del Barcellona prima di rientrare in Svizzera.

La stagione è appena iniziata o è in procinto di esserlo. Il calcio, come ogni altro sport agonistico, è un gioco di numeri che si leggono nella colonna punti di una classifica. Saranno i numeri a tradurre promossi e bocciati, ma è ora di far girare i motori a pieno regime. Come ha sin qui fatto molto bene il Chiasso di Mister Manzo.

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