Dimissioni Di Vincenzi: “Sentivo di non essere più seguito”

Giuseppe Di Vincenzi ha preferito farsi da parte. Per il bene del gruppo. Non sentiva più suo il Rancate che ha preso in mano nel corso dell’estate, totalizzando 7 vittorie, 5 sconfitte e un pareggio.

Cosa c’è dietro alle dimissioni dai neroverdi è lui stesso a spiegarcelo. “Ieri c’è stato un confronto con la squadra. Inizialmente la società ha ribadito la fiducia nei miei confronti e ha chiarito che l’allenatore sarei rimasto io. Poi hanno preso la parola i giocatori e hanno espresso un malcontento nei miei confronti. Non a livello personale, ma a livello calcistico. A quel punto ho preso la parola e, siccome ho percepito che il gruppo non mi seguiva più, ho preferito rassegnare le mie dimissioni”.

Di Vincenzi è chiaramente “amareggiato, però per il bene del Rancate ho preferito farmi da parte e spero che un nuovo allenatore possa dare la scossa che serve per allenarsi meglio, aspetto che è venuto a mancare in questa preparazione. Agli allenamenti c’erano poche persone e tanti ritardi, come se fosse una ripicca nei miei confronti. È chiaro che sono demoralizzato, ma purtroppo è così”.

Cosa è venuto a mancare? “La voglia di sacrificarsi. Tutti avevano una visione del calcio differente e in pochi avevano voglia di mettersi a disposizione di una società che tanto si è operata per creare questo gruppo. Ai ragazzi chiesi più volte il loro aiuto per non dover fare “il sergente di ferro”, ma così purtroppo non è stato…”.

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