Caos Calcio: appunti di resistenza (11). I principali club ticinesi sono in salute

Arrivano buone notizie dalle prime squadre dei quattro club ticinesi che giocano nei tornei più importanti della Svizzera. Nel momento più complesso della gestione Celestini – tra l’altro, mai in discussione – il Lugano ha superato brillantemente il doppio impegno con Zurigo e Basilea. I bianconeri sono molto più vicini all’Europa (traguardo assolutamente non impossibile da raggiungere) e sempre più distanti dall’inferno di una Challenge League che sembra aver perso fascino e credibilità dato che oramai ci giocano praticamente tutti.

Per Sabbatini e compagni il doppio impegno esterno contro San Gallo e Grasshopper sarà maggiormente indicativo, ma vi è tutta la tranquillità del mondo per prepararlo al meglio. Da Cornaredo è arrivato certamente uno spunto per la nostra rubrica perché “resistere” è quello che sembra venire meglio a questo gruppo di giocatori che nel momento della difficoltà non guarda alle assenze, ma lavora con testa riuscendo ad ottenere il massimo da chi deve scendere in campo.

Nonostante la brutta prestazione del Rheinpark, il Chiasso di Andrea Manzo ha trovato una propria dimensione. Intanto, la quadratura del reparto difensivo ha portato ad un equilibrio tattico mai visto nella precedente gestione: dietro quella del Winterthur, la miglior difesa nelle prime sei giornate del 2019 è proprio quella che fa perno su Anthony Mossi che a Vaduz ha sfoderato ancora una volta un paio di interventi fuori dal comune che hanno offuscato le altre belle parate.

Peccato per la cazzata di Perico (riduttivo chiamarla “ingenuità” perché sin lì il fortino aveva retto senza tremare più di tanto. Non si fa di certo un calcio piacevole, ma serve essere concreti data la posizione di classifica. Non ci si può di certo divertire come ai tempi di Schällibaum, Scienza o Abascal, ma la sopravvivenza deve essere (oggi) un obiettivo chiaro che mette in secondo piano i concetti di “formazione” e “spettacolo”. In fondo, il Chiasso è sempre nella partita ed ha regalato in questa prima parte della seconda fase più luci che ombre al cospetto di qualsiasi squadra incontrata prima della prestazione deludente di domenica scorsa.

Molto, molto bene il Bellinzona del bravissimo Gigi Tirapelle. La striscia positiva dei granata dura oramai dal 22 settembre e la classifica alle spalle del fuggitivo SLO (ultima squadra ad avere sconfitto i granata 207 giorni prima della vittoria con il Cham) sta premiando il lavoro lineare, mai banale e professionale di una società sana che tempo al tempo ritroverà un posto che le compete tra le venti potenze della Swiss Football League. I granata hanno la seconda miglior difesa del torneo e sono imbattuti da 11 gare.

Infine, il Mendrisio. La squadra di Stefano Bettinelli ha incassato un’amara sconfitta in terra zurighese contro una compagine che ha goduto di eccessiva fortuna capitalizzando al cento per cento i due episodi decisivi. La crisi del Gossau, il rotondo poker che il San Gallo ha inflitto al Thalwil ed il calendario dei prossimi due incontri lasciano aperta una speranza che l’ambiente rinnovato del Comunale sembra essersi meritata. Pare che si stia lavorando molto bene in settimana e la fiducia, nonostante la sconfitta ingiusta di sabato scorso, può essere l’arma in più a partire dalla gara di sabato prossimo contro i giovani del Winterthur.

Un po’ di serenità nel calcio ticinese professionale è sempre una buona notizia, a suo modo di “resistenza” alle oggettive difficoltà del periodo.

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