Anthony Mossi: il futuro è già qui

Sconfitte prima la tonalità della pelle e poi la diffidenza dei nasi puzzolenti per i portieri di colore, Anthony Mossi è da considerarsi oggi uno dei migliori nel suo ruolo in ambito SFL. È fondamentalmente grazie alle prodezze del quasi 25enne estremo difensore francese se il Chiasso di Andrea Manzo può mettere oggi
sulla bilancia la seconda miglior difesa del 2019.

Dietro la crescita esponenziale di Mossi da quando arrivato a Chiasso, ci sono certo testa giusta e propensione a tirare tardi sul campo, ma anche quella indispensabile forza mentale che gli ha permesso di scendere in campo con la maglia della (sua) nazionale del Congo e di passare sopra qualsiasi critica reagendo da grande campione.

Si parla sempre poco di Mossi forse perché non abituato ad andarsi a cercare le prime pagine, a fregarsene di non essere sponsorizzato e a pensare soltanto a migliorare nei difetti più evidenti: che sono sempre meno. Mossi è certamente un uomo mercato che grazie alla sua giovane età lo porterà probabilmente verso una destinazione più impegnativa e stimolante. Del resto, di uno che dopo aver giocato la prima partita con la nazionale della RD del Congo ha dichiarato a radiookapi di essere sceso in campo come se si trattasse di una semplice gara amichevole (“unica maniera per sconfiggere tensione e preoccupazione”), ci
possiamo fidare e anche farci una piccola scommessa.

A Mossi, non ancora 20enne quando debuttò in Challenge League il primo aprile 2013 con la maglia del Bienne, manca un gettone di presenza per fare 50 nel calcio professionistico rossocrociato grazie a 3 presenze in Coppa Svizzera e 46 in Challenge League delle quali 41 con la maglia del Chiasso, 7 con quella
del Le Mont e una con il Bienne. Il “parigino” ha vestito anche la maglia del Delémont con cui ha disputato 39 gare ufficiali.

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