Arbedo, la nuova vita di ‘Alex’ Djuric: vice-allenatore all’improvviso. “Felice, ma quanto mi manca giocare”

Non chiamatelo ex giocatore, altrimenti si arrabbia. Battute a parte, la realtà è questa. ‘Alex’ Djuric ha dovuto diminuire l’impegno con il calcio giocato per motivi extracalcistici, ma guai a toglierlo dal campo. E allora, se non può sfruttare i suoi 191 centimetri d’altezza a guidare la difesa lo fa dalla panchina. In qualità di vice-allenatore dell’Arbedo.

Durante la pausa invernale, infatti, arriva la chiamata dell’Arbedo di Manuel Rivera. “Dai Ale, vieni a sederti vicino a me”. Sarà andata grossomodo così. A 33 anni, Djuric non ha esitato a dire di sì, ma a una condizione. Spostare anche la tessera per poter giocare nel caso in cui la squadra ne avesse il bisogno. E il club bellinzonese non ha avuto riserve. Sì immediato. Vuoi mettere? Assicurarsi un vice allenatore dal curriculum di tutto rispetto e difensore centrale con ancora qualche carta da giocare.

Djuric si è subito calato nella nuova realtà. “Mi trovo benissimo – ci dice –. I ragazzi sanno portarmi rispetto e io, ovviamente, lo porto a loro. In più, con un allenatore come Manu (suo ex allenatore al Bellinzona) posso solo imparare”.

Il vice-allenatore dell’Arbedo ci svela qualche retroscena. “A dicembre non pensavo minimamente all’opportunità di smettere con il calcio giocato. Poi mi si è presentata questa occasione e ho dovuto metabolizzare tutto in fretta”.

E ancora: “Ho ancora qualche istinto da giocatore in panchina, sono le prime partite”. Non fatichiamo a credergli, ma Alex parla già da allenatore: “Proverò a calarmi nella realtà il prima possibile. Qui mi trovo bene, stiamo lavorando con entusiasmo, la società è sana e tutti hanno voglia di fare per bene le cose”.

Il neo assistente di Rivera parla anche del momento del ‘suo’ Arbedo, reduce dal pareggio di Vallemaggia e dalla sconfitta interna contro il Castello. “Mah, è un bilancio un po’ così. A Maggia avremmo meritato i tre punti, ma uscire con un punto da lì è comunque buono. Col Castello è stata una partita brutta e condizionata anche da un campo non in perfette condizioni. Noi siamo una squadra molto tecnica e ci piace giocare palla a terra. Questo un po’ ci ha penalizzato”.

Nonostante il solo punto in due partite, la seconda forza di Seconda Lega non ha perso le speranze di agguantare il Balerna capolista. “Mica ci arrendiamo. La nostra rincorsa continua e non saranno questi due risultati a farci arrendere. Ripeto, la squadra c’è ed è giusto continuare a crederci. Nel calcio è un attimo scivolare o risalire la china”.

L’Arbedo deve fare i conti con un calendario beffardo. Questa sera e nel weekend affronterà due volte il Gambarogno di Peschera. Oggi in Coppa Ticino e il fine settimana in campionato per giocarsi il secondo posto (le due squadre sono appaiate a quota 28 punti).

“Incontrare due volte di fila la stessa squadra – conclude Djuric – può essere un vantaggio come uno svantaggio. Dipende anche da quanto finirà questa sera”.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: