Che fine hanno fatto? Igor Mijatovic, da campione del mondo alla Quinta Lega. E quell’incrocio con Sarri

Di R.V

“Te lo ricor­di quel­l’at­tac­can­te gio­va­ne che gio­ca­va a Locar­no e di cui si par­la­va un gran bene?”. Mica faci­le rispon­de­re alla doman­da che un ami­co mi ha posto duran­te una con­ver­sa­zio­ne impron­ta­ta sul cal­cio regio­na­le. “Ma chi, Simu­nac?”, rispon­do io. “Ma va, lui si sa che gio­ca ad Arbe­do”. Quin­di pro­ce­do a ten­ta­ti­vi. La spa­ro: “Par­li di Igor Mija­to­vic?”. Sì, par­la­va di lui.

La doman­da ci fun­ge da imput per la nuo­va pun­ta­ta di “che fine han­no fat­to”. E allo­ra oggi par­lia­mo di Igor Mija­to­vic, spa­ri­to dai radar del gran­de tici­ne­se in sor­di­na. Eppu­re dimen­ti­car­se­lo è (qua­si) impos­si­bi­le. Igor, clas­se 1992, è sta­to uno di quei gio­ca­to­ri che si sono mes­si in mostra nel Team Tici­no di Davi­de Moran­di, quel Team Tici­no capa­ce di strap­pa­re applau­si a suon di pre­sta­zio­ni maiu­sco­le. Ma mica è tut­to qui.  No, per­ché Igor ha vin­to con la Nazio­na­le Sviz­ze­ra U17 i mon­dia­li di cate­go­ria del 2009 in Nige­ria insie­me agli altri due tici­ne­si Mar­ti­gno­ni e Toset­ti. Nel­la for­ma­zio­ne di Ryser face­va la riser­va a due come Sefe­ro­vic e Ben Kha­li­fa. Ma poco cam­bia.

Il 2 mag­gio 2010, per lui si apri­ro­no le por­te del pro­fes­sio­ni­smo: Rober­to Mori­ni­ni lo lan­ciò a 8′ dal­la fine in Basi­lea-Bel­lin­zo­na. Pochi minu­ti che però basta­ro­no al tec­ni­co per get­tar­lo nel­la mischia anche la par­ti­ta suc­ces­si­va in casa con­tro il Lucer­na. Al 17′ esce Kalu per un pro­ble­ma musco­la­re, den­tro la gio­va­ne pro­mes­sa: all’e­po­ca, infat­ti, ave­va solo 16 anni.

L’an­no suc­ces­si­vo è arri­va­ta la chia­ma­ta del Locar­no, alle­na­to da Moran­di. Subi­to tito­la­re alla pri­ma per­sa 2–0 in casa del­l’Aa­rau. Le ‘bian­che casac­che’ sten­ta­no un po’. Il cam­pio­na­to non è dei più faci­li. Il pri­mo sigil­lo in Chal­len­ge Lea­gue, Mija­to­vic lo tro­va il 22 ago­sto in un cal­do pome­rig­gio al Lido. È il 70’ quan­do il gio­va­ne attac­can­te fis­sa il pun­teg­gio sull’1–2, ma la rete di Igor non dà la cari­ca al Locar­no, scon­fit­to con­tro il Vaduz. I locar­ne­si viag­gia­no a rilen­to: qual­che pun­ti­ci­no raci­mo­la­to qua e là, ma nul­la di che. L’at­tac­co del Locar­no vie­ne affi­da­to a Fran­ci­sco Aguir­re a cui si aggiun­ge con il pas­sa­re del­le gior­na­te Arman­do Sadi­ku. Mica faci­le scal­za­re quei due. A que­sto aggiun­gia­mo­ci l’e­splo­sio­ne di Simo­ne Rapp, altro pro­dot­to Team Tici­no, e il qua­dro è com­ple­to. La sta­gio­ne per Mija­to­vic si chiu­de con un solo gol in 11 par­ti­te in cadet­te­ria.

Dopo la paren­te­si con i locar­ne­si ecco il pro­vi­no con il Sor­ren­to. Igor Mija­to­vic incro­cia la stra­da con Mau­ri­zio Sar­ri (ora alle­na­to­re del Chel­sea, ex Napo­li) che alle­na­va pro­prio i ros­so­ne­ri. Ma nien­te da fare.

Da lì una para­bo­la pas­sa­ta dal­la Pri­ma Lega con Luga­no U21 e Bia­sche­si. Ma a quei tem­pi il Tici­no cal­ci­sti­co inve­sti­va anco­ra e per gli attac­can­ti “di casa” spa­zio non ce n’e­ra a suf­fi­cien­za. Nel 2015 ecco l’e­spe­rien­za in Bosnia con il Dri­na Zvor­nik, ma anche lì poca for­tu­na. Una bre­ve pau­sa e poi il ritor­no alle ori­gi­ni. Attual­men­te, a 26 anni com­piu­ti, mili­ta in Quin­ta Lega con i Bia­sche­si.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: