Caos Calcio: appunti di resistenza (14): Anche lo sport nel pazzo vortice del giornalismo online

Cerchiamo di affrontare oggi un tema più che mai caldo come quello del futuro dei quotidiani e della sempre più massiccia invasione di più o meno serie testate di informazione online. Un argomento che non ha coinvolto unicamente il mondo dello sport, ma che si è esteso a macchia soprattutto in quei settori tradizionalmente avari di opportunità come quelli della musica, del cinema o della letteratura.

Abbiamo assistito nell’ultimo decennio allo sfaldarsi di una casta privilegiata a porte chiuse che aveva respinto la meritocrazia per sostituirla con una più conveniente opportunità di carriera da tramandarsi di padre in figlio o meglio ancora di famiglia in famiglia. L’avvento di internet e la propensione di molti appassionati per la scrittura si sono ritrovati a braccetto per dar libera uscita a quella creatività che ha portato allo sviluppo di testate parallele a quelle tradizionali su carta, molto bene assortite e curate con passione e professionalità: condizioni che hanno dato una dura lezione a coloro che si credevano invulnerabili.

Specie nel campo culturale, le riviste e soprattutto le uscite a cadenza mensile hanno pagato a caro prezzo l’essersi adagiate su posizioni privilegiate, privandosi il piacere di crescere e di stare al passo con le necessità delle utenze, spesso bistrattate e costrette ad accettare argomentazioni obsolete e promozioni sponsorizzate da case editrici, da etichette discografiche e case di produzione cinematografiche.

Sono nate pietre miliari nel campo dell’approfondimento musicale e in quello del cinema. Sono fioriti mondi, certo, variegati di proposte, ma tradizionalmente circoscritti ad una casta di firme che decideva il mercato su compenso, stroncando spesso ottimi prodotti che avrebbero potuto diventare di largo consumo se bene proposti e pubblicizzati. Ed infine, ai giorni nostri, ci si è forzatamente inventati il “crowdfunding” .
Laddove la carta stampata non ha voluto o potuto crescere, anche in ambito sportivo (in Svizzera prevalentemente hockey e calcio a farla da padroni) abbiamo visto nascere centinaia di testate indipendenti più o meno riconosciute dagli enti ufficiali, dalle società sportive e soprattutto da un vasto mercato di appassionati di vecchia generazione che hanno trovato modo e pazienza per soddisfare le proprie curiosità anche attraverso uno strumento magari complesso da utilizzare come il telefono.

Piaccia o meno, all’esterno delle piste e degli stadi anche la vecchia generazione ha sostituito il giornale con uno strumento tecnologico. Per quelli che hanno mantenuto intatta la necessità di entrare quotidianamente in edicola, vi è oggi la moderata soddisfazione di essere “cool” così come lo sono coloro che escono da un raro negozio di dischi con un bel vinile sotto il braccio. Quando, avere un giornale nella tasca della giacca – magari senza nemmeno il tempo per leggerlo tutto – voleva dire essere orgogliosi di una testata piuttosto che di una concorrenziale. Si acquistava il giornale per leggere ciò che non era possibile conoscere diversamente, ed oggi, il limite della carta, è proprio quello di non riuscire ad essere appetibile.

Conta di certo molto come viene fatto un giornale ed oggi, forse già preoccupati di dover far fronte ai costi di gestione, gli editori hanno scelto di risparmiare sui loro cavalli chiedendo loro di passare dal galoppo al trotto senza fare troppo baccano.
Ne viene meno la curiosità di leggere un giornale per scoprire se sotto un vestito vi sia qualcosa. Sembra tutto piatto e lineare che per spendere un aggettivo pesante servono consensi, firme ed autorizzazioni. Il rischio non vale più la candela e allora prevalgono i costi ridotti, il gergo colorato e sfaccettato dell’on line così come una certa furbizia accattivante di titoli provocanti sotto i quali si nasconde spesso un approfondimento utile e professionale.
E’ in atto una trasformazione. Bisogna prenderne atto. I risultati sembrano abbastanza chiari.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: