Caos Calcio: appunti di resistenza (15): Quando i “ricchi” hanno solo da perdere e i poveri si rallegrano senza mollare un centimetro

I pove­ri sono sem­pre un pro­ble­ma. Nes­su­no sa cosa far­se­ne, ma soprat­tut­to come affron­tar­li, per­ché nel­la vita come nel­lo sport ago­ni­sti­co chi non ha nul­la da per­de­re diven­ta incon­trol­la­bi­le. E’ la meta­fo­ra che abbia­mo scel­to per cer­ca­re di capi­re quel­lo che sta suc­ce­den­do e ciò che potrà acca­de­re nel cam­pio­na­to di secon­da lega dopo che in quat­tro e quat­tr’ot­to il Baler­na si è auto eli­mi­na­to dal­la Cop­pa Tici­no e si è auto puni­to in cam­pio­na­to soprav­va­lu­tan­do un Arbe­do che guai ad aver­lo dato per mor­to.

Il pro­le­ta­ria­to, che nel­la fat­ti­spe­cie rispon­de ai nomi di AC Lema e FC Gam­ba­ro­gno-Con­to­ne, si è ritro­va­to qua­si incon­sa­pe­vol­men­te a diven­ta­re ric­co: di spi­ri­to aggiun­ti­vo e di obiet­ti­vi. Ed è così che il cam­pio­na­to si è improv­vi­sa­men­te ria­per­to (ci sono anco­ra 24 pun­ti da con­qui­sta­re) e che la Cop­pa sem­bra esse­re diven­ta­ta – pove­ri per­met­ten­do – un affa­re tra Gam­ba­ro­gno, Castel­lo, Rapid Luga­no e Vedeg­gio, con una del­le quat­tro che sicu­ra­men­te non entre­rà in semi­fi­na­le.

Nel cor­so degli anni 10 – ivi com­pre­sa quel­la con il Bel­lin­zo­na – abbia­mo assi­sti­to ad un paio di pri­ma­ve­re sopo­ri­fe­re (quel­le che han­no visto trion­fa­re Baler­na e Novaz­za­no) e ad alme­no set­te cam­pio­na­ti equi­li­bra­ti ed incer­ti fino in fon­do.

Come dice Tazio Pesche­ra – alle­na­to­re del Gam­ba­ro­gno, tor­na­to in pan­chi­na dopo un anno di pau­sa – il cam­pio­na­to è diven­ta­to mol­to fisi­co, ma al tem­po stes­so sono neces­sa­rie qua­li­tà impor­tan­ti qua­li cor­sa e tec­ni­ca se si vuo­le cer­ca­re di lascia­re ad altri quel ruo­lo di sem­pli­ce outsi­der. I gio­va­ni clas­se ’99, 00’ e 01’ stan­no dan­do del filo da tor­ce­re ai deca­ni del­la cate­go­ria ed anche per que­sto moti­vo l’età media di una buo­na squa­dra può diven­ta­re un fat­to­re con il qua­le fare i con­ti con l’arrivo del­la cal­da sta­gio­ne. Paro­le san­te che l’ex tec­ni­co del Vedeg­gio pro­nun­cia con cau­te­la pri­vi­le­gia­to dal­la sere­ni­tà con la qua­le la sua socie­tà ha affron­ta­to la sta­gio­ne.

Un tema che diven­te­rà cal­do tra qual­che set­ti­ma­na, dopo le indi­scu­ti­bi­li pri­me boc­cia­tu­re, sarà quel­lo degli obiet­ti­vi. Par­te inte­gran­te del gio­co diven­ta la reci­ta dell’attore pro­ta­go­ni­sta cui le socie­tà han­no affi­da­to il loro pro­get­to che final­men­te – ce lo inse­gna pro­prio Mister Pesche­ra – può esse­re rag­giun­to in tem­pi bre­vi met­ten­do mano con com­pe­ten­za al por­ta­fo­gli o meglio a medio ter­mi­ne se le socie­tà cre­do­no nel­la cre­sci­ta dei gio­va­ni mol­to più di quan­to pos­sa­no rive­lar­si inu­ti­li una man­cia­ta di vit­to­rie fini a se stes­se. Si pren­da ad esem­pio la cre­sci­ta dei gio­va­ni Zani­ni, Natiel­lo e del­lo sfor­tu­na­to Can­dio­li che pro­prio per volon­tà del­la socie­tà sono ser­vi­ti al Gam­ba­ro­gno nell’attribuire un signi­fi­ca­to anco­ra più impor­tan­te ai risul­ta­ti.

Se il futu­ro è già qui – restia­mo al Gam­ba­ro­gno – il meri­to è di chi ha semi­na­to con peri­zia come nel caso di Gian­fran­co Bon­to­gna­li, cui Pesche­ra non man­ca mai di fare rife­ri­men­to e di chi ritie­ne che si pos­sa anco­ra fare cal­cio sen­za neces­si­tà di vin­co­li o di tra­guar­di for­za­ti e fuo­ri por­ta­ta.

Ry Coo­der dice­va che se non hai com­pre­so il pas­sa­to e non ti ren­di con­to del pre­sen­te non puoi anti­ci­pa­re il futu­ro. Dar­gli tor­to sareb­be come nega­re che il cam­pio­na­to di secon­da lega sia diven­ta­to sem­pre più selet­ti­vo e che se vuoi esse­re com­pe­ti­ti­vo non puoi lascia­re nul­la al caso, a par­ti­re dal­la con­di­vi­sio­ne di un pro­get­to con un alle­na­to­re dispo­ni­bi­le a met­te­re davan­ti ai risul­ta­ti i bene­fi­ci che non sem­pre imme­dia­ta­men­te pos­so­no giun­ge­re da com­po­nen­ti qua­li la for­za del grup­po, i valo­ri uma­ni e la coe­sio­ne di spi­ri­to posi­ti­vo.

Baler­na ha sem­pre inse­gna­to mol­to in que­sto sen­so e pro­prio per que­sto moti­vo ha sor­pre­so pri­ma anco­ra del­la scon­fit­ta con­tro l’Arbedo – pur sem­pre la gran­de favo­ri­ta del­la vigi­lia – l’eliminazione in Cop­pa: l’obiettivo più impor­tan­te di una sta­gio­ne pro­gram­ma­ta con la soli­ta gran­de pro­fes­sio­na­li­tà.

Se il Gam­ba­ro­gno è rima­sto com­pe­ti­ti­vo pareg­gian­do una sola par­ti­ta del­le 21 uffi­cia­li, vin­cen­do­ne 9 su 15 con un solo goal di scar­to (cosa di cui fra l’altro Pesche­ra non ne vede di cer­to un moti­vo di van­to), signi­fi­ca che in fon­do a tut­to è pos­si­bi­le far coe­si­ste­re più com­po­nen­ti. A vol­te, ci si dimen­ti­ca che alla fine di un per­cor­so si può resta­re anche con una cop­pa di cham­pa­gne in mano, ma in mez­zo ad un deser­to.

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