Che fine ha fatto: Giacomo Ratto, “il portiere giramondo” passato da Castello, Mendrisio e Taverne

Castel­lo, Men­dri­sio, Taver­ne. Sono que­ste le tap­pe elve­ti­che che il ‘por­tie­re gira­mon­do’ ha aggiun­to al suo cur­ri­cu­lum pie­no di espe­rien­ze lon­ta­no dal­la sua Ita­lia. Gia­co­mo Rat­to oltre con­fi­ne lo cono­sco­no come “il por­tie­re gira­mon­do”. Veder­lo a Vare­se, dove è cre­sciu­to ma mai mili­ta­to nel club loca­le, è pres­so­ché impos­si­bi­le.

Chi lo cono­sce par­la di lui come “una per­so­na squi­si­ta che ha uni­to le sue due pas­sio­ni: il cal­cio e i viag­gi”. Sì, per­ché Rat­to ha sem­pre le vali­gie in mano. E non è un modo di dire. Pri­ma di veni­re in Tici­no ha vesti­to le maglie di Tra­da­te, Lui­no, Mal­na­te­se e Gavi­ra­te. Poi Castel­lo e Men­dri­sio a caval­lo tra il 2011 e il 2013. Poi via: a Mal­ta, a Pana­ma, in Nica­ra­gua, alle Figi. E il ritor­no in Sviz­ze­ra per una bre­ve espe­rien­za con la maglia del Taver­ne. E poi Mon­go­lia, anco­ra Mal­ta pri­ma del fred­do islan­de­se.

Da qual­che set­ti­ma­na, Gat­to è un nuo­vo gio­ca­to­re del Vestri, club alle­na­to da Bjar­ni Jóhanns­son, vol­to noto del mas­si­mo cam­pio­na­to in Islan­da. La doman­da, a que­sto pun­to, sor­ge spon­ta­nea: tor­ne­rà mai “il por­tie­re gira­mon­do” in Tici­no? Noi sia­mo pron­ti a scom­met­ter­ci…

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