Caos Calcio (17): Ancora una volta, il calcio si arrende alle tifoserie.

Secon­do quan­to scrit­to dal Blick – che ne ha anche rive­la­ta l’identità — vi sareb­be un noto neo­na­zi­sta a capo del­la tifo­se­ria zuri­ghe­se che dome­ni­ca pome­rig­gio alla Swis­spo­ra­re­na ha costret­to la ter­na arbi­tra­le a sospen­de­re la par­ti­ta Lucer­na – Gras­shop­per con i padro­ni di casa in van­tag­gio per 4–0 e le caval­let­te mate­ma­ti­ca­men­te retro­ces­se in Chal­len­ge Lea­gue. Epi­so­dio mol­to simi­le a quel­lo che ave­va por­ta­to qual­che set­ti­ma­na fa alla sospen­sio­ne di Sion – Gras­shop­per. Die­ci gior­ni fa, anche in Tici­no si è discus­so mol­to di quan­to acca­du­to al ter­mi­ne di Chias­so – Vaduz, par­ti­ta vali­da per il cam­pio­na­to di Chal­len­ge Lea­gue che ha visto i ros­so­blu pre­ci­pi­ta­re a meno cin­que pun­ti dal­la linea sal­vez­za, pro­vo­can­do la dura con­te­sta­zio­ne di un grup­po di tifo­si.

In Euro­pa – spes­so di pari pas­so con le con­te­sta­zio­ni che sfo­cia­no in vio­len­te mani­fe­sta­zio­ni socio-poli­ti­che – la moda ha pre­so pie­de più velo­ce­men­te di quan­to pre­ve­di­bi­le. Solo per fare un esem­pio, in occa­sio­ne del­la gara di Bun­de­sli­ga fra Union Ber­li­no e Mag­de­bur­go – anche in que­sto caso per que­stio­ni lega­te alla retro­ces­sio­ne dei sas­so­ni – dome­ni­ca scor­sa è sta­to neces­sa­rio l’intervento di ingen­ti for­ze dell’ordine per pla­ca­re gli ani­mi del­la tifo­se­ria. L’ altret­tan­to gra­ve inva­sio­ne di cam­po dei tifo­si del Ser­vet­te, qual­che minu­to pri­ma che ter­mi­nas­se la par­ti­ta di vener­dì sera con­tro il Losan­na, ave­va nuo­va­men­te mes­so a nudo non solo il pro­ble­ma del­la sicu­rez­za dei gio­ca­to­ri, ma anche quel­lo più com­ples­so del come affron­ta­re gli even­ti per pre­ve­ni­re poten­zia­li disor­di­ni.

In Inghil­ter­ra, dove il lun­go pro­ces­so di tra­sfor­ma­zio­ne che ha tra­ghet­ta­to l’organizzazione del­le par­ti­te di cal­cio dagli anni ’70 ai gior­ni nostri, gli arre­sti per rea­ti col­le­ga­ti alle par­ti­te sono sti­ma­ti intor­no allo 0,03 per cen­to degli spet­ta­to­ri tota­li. For­se, il dato più incre­di­bi­le, ma inci­si­vo, che dimo­stra quan­ta stra­da si deb­ba per­cor­re­re per avvi­ci­na­re un tra­guar­do.

Non sare­mo i pri­mi ad aver scrit­to quat­tro righe sull’argomento e pro­ba­bil­men­te nem­me­no gli ulti­mi. La nostra “com­pe­ten­za” si limi­ta all’osservazione di quan­to acca­de con sem­pre mag­gior fre­quen­za negli sta­di e spes­so anche nei cam­pet­ti dove si gio­ca­no par­ti­te di cal­cio gio­va­ni­le (l’Italia offre a riguar­do una lun­ga – recen­te – lista di epi­so­di) e come la mag­gior par­te degli spor­ti­vi restia­mo basi­ti di fron­te all’impotenza e alla disor­ga­niz­za­zio­ne del­le isti­tu­zio­ni. Spe­cie lad­do­ve le con­te­sta­zio­ni sono annun­cia­te e pre­ve­di­bi­li. Come quel­la dei tifo­si del GC.

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