Locarno, la gioia del presidente De Bernardi: “Obiettivo tornare dove ci compete”

Da LiberaTV

Missione compiuta. Il FC Locarno ha strappato sabato sera la matematica certezza di disputare, la prossima stagione, il campionato di Quarta Lega. Si tratta di un primo passo importante per le ‘Bianche casacche’ verso la scalata in categorie ben più nobili e confacenti alla storia e alla struttura del club.

Il Locarno di Frigomosca ha strapazzato (6-1)la seconda della classe: i Portoghesi Ticino che, fin quando hanno potuto, hanno provato a mettere il bastone tra le ruote dei locarnesi. Dopo il fallimento e la conseguente relegazione in Quinta Lega, il Locarno del presidente Sergio De Bernardi si toglie la prima soddisfazione stagionale (gli uomini di Frigomosca devono ancora disputare la finale di Coppa di Quinta Lega).

“Siamo immensamente felici – dice a Liberatv il presidente – perché veniamo da una stagione, oltre al lato prettamente sportivo, impegnativa. In primis, siamo stati indaffarati dal punto di vista finanziario. Poi, con il comitato abbiamo dovuto ricostruire quasi da zero il settore giovanile. E anche in questo ambito ci siamo tolti importanti soddisfazioni”.

“Le energie messe in campo dalla dirigenza – continua De Bernardi –, oltre che dai giocatori, sono molte. Ma il lavoro da fare è ancora enorme”.

Il ‘pres’ si rallegra della promozione in Quarta Lega, ma pensa già al futuro. “Fino dove vogliamo arrivare? Fino a una categoria più consona alla nostra società. L’obiettivo è arrivare il prima possibile in Seconda Lega, poi vedremo… Vi posso assicurare che, seppure si parli di Quinta Lega, ripartire da zero non è facile, per niente”.

E ancora: “A luglio avevamo zero giocatori. Costruire qualcosa di così bello e importante non è stato facile, anche perché quando andiamo sui campi regionali a giocare tutti vogliono batterci: danno il 150 per cento”.

De Bernardi è soddisfatto anche della risposta della popolazione locarnese accorsa al Lido per sostenere il rilancio delle ‘Bianche casacche’. “Abbiamo avuto picchi di 400 persone sugli spalti. E giocare in Quinta Lega davanti a così tante persone non è semplicissimo. Certi giocatori potevano anche risentire la pressione di vestire una maglia impregnata di storia e tradizione”.

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