Maddaloni nuovo allenatore portieri del Castello e allievi del Chiasso. “Pronto e carico”

Quel­la appe­na con­clu­sa è sta­ta l’ultima sta­gio­ne da cal­cia­to­re per Loren­zo Mad­da­lo­ni, ormai ex por­tie­re del Castel­lo con un pas­sa­to anche a Ran­ca­te, Giu­bia­sco, Novaz­za­no, Col­dre­rio e Insu­bri­ca.

Clas­se 1994, Mad­da­lo­ni appen­de i guan­ti al chio­do per intra­pren­de­re una nuo­va affa­sci­nan­te sfi­da pro­fes­sio­na­le. Ma guan­ti e por­tie­ri saran­no anco­ra pro­ta­go­ni­sti. Sì, per­ché “Mad­da” dopo tre anni di espe­rien­za con cen­tri tec­ni­ci di Milan e Inter ti tuf­fa nell’avventura di pre­pa­ra­to­ri por­tie­ri. E lo fa par­ten­do dall’ultima socie­tà in cui ha mili­ta­to, ma non solo.

Oltre ad alle­na­re i por­tie­ri dell’AS Castel­lo, il gio­va­ne alle­na­to­re sarà atti­vo anche negli allie­vi A,B e C del Chias­so.

Loren­zo, una nuo­va sfi­da. Ti aspet­ta­vi di “appen­de­re i guan­ti” così gio­va­ne?

“In real­tà si, sono tre anni che alle­no, ho lavo­ra­to per due cen­tri tec­ni­ci di Milan e Inter a Mila­no, che oltre esse­re due socie­tà impor­tan­ti cono­sciu­te non solo in Lom­bar­dia ma in gran par­te d’Italia, sono sta­te espe­rien­ze for­ma­ti­ve, che mi han­no fat­to fare tan­ta gavet­ta e impa­ra­re mol­tis­si­mo. Fino ad ora sono riu­sci­to incre­di­bil­men­te a con­ci­lia­re l’allenare col gio­ca­re, ora non pos­so più, ma sono feli­ce di que­sto, per­ché sto inve­sten­do tut­to me stes­so da anni per pro­va­re a tra­sfor­ma­re una pas­sio­ne in un lavo­ro al 100%, e pia­no pia­no, con lavo­ro, stu­dio e for­ma­zio­ne, spe­ro di far­ce­la. Smet­te­re non è mai faci­le, a nes­su­na età, ma nel mio caso non ci ho pen­sa­to mez­zo secon­do”.

La tua scel­ta non è figlia del caso: quan­ta fati­ca c’è sta­ta pri­ma di arri­va­re ad alle­na­re?

“Tan­tis­si­ma. Come dice­vo pri­ma le com­pe­ten­ze sono la base (oltre la pas­sio­ne), per­ciò non si fini­sce mai di stu­dia­re, impa­ra­re, con­fron­tar­si, aggior­nar­si, solo così si miglio­ra e si tra­smet­te. Ho pre­so il paten­ti­no da pre­pa­ra­to­re FIGC un anno e mez­zo fa, sto facen­do scien­ze moto­rie appli­ca­te al cal­cio, ho fat­to deci­ne di cor­si for­ma­ti­vi, incon­tri, ho viag­gia­to, tut­to que­sto per esse­re sem­pre sul pez­zo e appren­de­re il più pos­si­bi­le .… E di stra­da da fare ce n’è anco­ra mol­ta !!! Lavo­ro e sacri­fi­cio, io altre paro­le non ne cono­sco”.

Maddaloni-Robbiani
FOTO @danielekley

Dopo un anno tra i pali, il Castel­lo ti apre la…porta. Quan­to ti fa feli­ce la nuo­va occa­sio­ne e cosa ti aspet­ti?

“Devo rin­gra­zia­re tut­ti per la fidu­cia che mi è sta­ta data, socie­tà in pri­mis e poi il resto del­lo staff tec­ni­co. Sono parec­chio sti­mo­la­to per que­sta nuo­va avven­tu­ra, non ho mai lavo­ra­to con le pri­me squa­dre, per­ciò anche per me è un’esperienza nuo­va, ma le sfi­de mi piac­cio­no trop­po ! Inol­tre, a Castel­lo ho tro­va­to per­so­ne serie e dispo­ni­bi­li, per­ciò que­st’ anno sicu­ra­men­te fare­mo gran­di cose, ne sono con­vin­to. Sul nostro ruo­lo poi, sono super con­ten­to del pac­chet­to por­tie­ri che avrò a dispo­si­zio­ne, a livel­lo tec­ni­co e uma­no”.

Non solo atti­vi. A, B, C Coca Cola del Chias­so. Anche que­sto è un bel tram­po­li­no. Che dif­fe­ren­ze ci sono tra un por­tie­re già affer­ma­to e uno da for­ma­re?

“Altra espe­rien­za che mi affa­sci­na. Ovvia­men­te i lavo­ri sono diver­si, con un por­tie­re già affer­ma­to c’è un approc­cio diver­so, dove sicu­ra­men­te l’aspetto men­ta­le, di sti­ma e fidu­cia reci­pro­ca van­no in cima alle prio­ri­tà, a livel­lo tec­ni­co-tat­ti­co si può sem­pre miglio­ra­re, anche a 50 anni, ma se si crea empa­tia e si rie­sce a entra­re nel­la testa dei gio­ca­to­ri, hai già fat­to gran par­te del lavo­ro. Con il set­to­re gio­va­ni­le inve­ce è diver­so, si trat­ta di ragaz­zi che si stan­no for­man­do, non solo come por­tie­ri, ma anche come per­so­ne, per­ciò si deve esse­re edu­ca­to­ri ed istrut­to­ri, oltre che ad alle­na­to­ri, poi, a livel­lo tec­ni­co c’è da fare mol­to più lavo­ro, con pigno­le­ria e accu­ra­tez­za nell’esecuzione del gesto, o alme­no, io ho impa­ra­to que­sto dal­la mia pic­co­la espe­rien­za. Dipen­de però anche dall’atteggiamento e dal­la men­ta­li­tà dei ragaz­zi, ma sono sicu­ro che anche a chias­so ci sia tut­to per poter fare una bel­la sta­gio­ne”.

Lorenzo Maddaloni – Castello

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