2LI: Meroni: “Il Taverne ha grande carattere. Bravi a interpretare la partita”

Mister Damiano Meroni è un allenatore contento, ma consapevole degli ampi margini di miglioramento della sua squadra dopo la prima giornata di campionato. Al termine dei primi 90′ stagionali, il Taverne esce con il sorriso e qualche consapevolezza in più derivante dalla vittoria in rimonta e in inferiorità numerica.

“Sarei ipocrita – ci dice Meroni – se non ammettessi di non essere contento. Girare una partita in 10 contro 11 nei sei minuti finali è tanta roba. Ma non possiamo metterci sul piedistallo. Dobbiamo ricordarci che siamo alla prima partita e dobbiamo arrivare a giugno 2020. E di cose da migliorare ne abbiamo più di una”.

“Per la prima partita – continua – c’è sempre un po’ di incertezza che la fa da padrone. Sai quello che hai potuto fare con i ragazzi nel periodo di preparazione e sai chi potrebbe potenzialmente rendere e chi no. Ma, per contro, non sai mai cosa aspettarti dall’altra parte”.

Contro il Perlen-Buchrain, “allenato da una ‘vecchia volpe’ come Saba Velic”, nessuno voleva scoprirsi. Abbiamo subito il gol al 28′ su una loro accelerazione, poi abbiamo reagito bene con Mele dopo un’ottima azione di squadra. Purtroppo Mele si fa espellere (rosso giusto) subito dopo e nell’azione successiva subiamo il 2-1″.

E ancora: “Giocando in uno in mene, ovviamente, concediamo di più. Siamo stati bravi e fortunati ad arrivare alla pausa “solo” sul 2-1. Negli spogliatoi abbiamo riordinato le idee, abbiamo deciso le contromisure e ne è nata una partita dove loro hanno cercato di “congelare” il risultato e chiudersi negli ultimi 10 minuti. Ma noi siamo stati bravi a schiacciarli e ribaltare il punteggio con Inguimber e Fuso tra l’84esimo e il 88esimo”.

“Mi è piaciuta la tenuta fisica della squadra, considerando il fatto di aver giocato in 10 per tanto tempo, oltre allo spirito positivo e la reazione dopo le reti subite. Mi è piaciuta anche l’entrata in partita dei tre subentrati”. Per contro – conclude il “Mero” – “a volte stacchiamo la corrente-calcistica per pensare ad altre cose che non ci competono e dimentichiamo quello che siamo a fare in campo: cioè giocare a calcio”.

 

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