“Caro Mendrisio, ti scrivo…” Che stagione la 2008–2009…

Oggi ti sei mes­so la fel­pa del FC Men­dri­sio-Sta­bio: bel­la! Attac­chi subi­to con la sol­fa che ci sono sta­ti tem­pi nei qua­li – sen­za mez­zi ter­mi­ni – il man­te­ni­men­to del­le pro­prie radi­ci e il rispet­to per le tra­di­zio­ni era­no qual­co­sa che nel­lo sport ave­va­no un peso determinante.

Da un cer­to pun­to in poi, si è fat­to un gran casi­no ed oggi ci si iden­ti­fi­ca sem­pre meno in un club pro­prio per­ché lo stes­so non pro­po­ne una linea gui­da che pos­sa esse­re con­si­de­ra­ta ideo­lo­gi­ca. Mi dici: “guar­da che casi­no in Tici­no”. Ti è sem­pre pia­ciu­to ricor­da­re squa­dra mol­to gio­va­ne, a memo­ria la ter­za più gio­va­ne del cam­pio­na­to dopo le under 21.

Lo è sta­ta quel­la del­la sta­gio­ne 2008-09. Se non ricor­do male c’erano fra gli altri Sida­ri, Gaf­fu­ri, Rota, Coc­chi, Mat­teo Arna­bol­di, Nico­la Ber­na­sco­ni, San­to­ni, Lom­bar­di, Ales­san­dro Elia, Tobay, Batlak, Ron­co­ro­ni, Recla­ri, Nico­la Ber­na­sco­ni, Tuz e anche un gio­va­nis­si­mo Noel Kabam­ba. Era l’anno pre­ce­den­te all’arrivo di Mira e Bustamante.

A dare sup­por­to ai due alle­na­to­ri che si sono alter­na­ti dopo 21 gare uffi­cia­li, Bal­do Rai­ne­ri e Gigi Tira­pel­le (suben­tra­to al col­le­ga dopo la scon­fit­ta di Tug­gen quan­do al ter­mi­ne del tor­neo man­ca­va­no 10 par­ti­te), ci sono sta­ti anche Andreo­let­ti e Negri.

Ad un giro­ne di anda­ta da 20 pun­ti (5–5‑6) e 23 reti, ne seguì uno di ritor­no da 10 pun­ti (2–4‑9) e sole 8 reti segna­te. Cosa fu a con­di­zio­na­re una secon­da fase da 9 par­ti­te con 7 scon­fit­te e 2 pareg­gi pri­ma di vin­ce­re l’ultima del­la sta­gio­ne al Comu­na­le con­tro il Kreuz­lin­gen? Come dimen­ti­ca­re le pesan­tis­si­me scon­fit­te con­tro il Bia­sca di Gigan­tel­li (5–1) e soprat­tut­to quel­la di Eschen (7–0) del 4 aprile?

Caro Men­dri­sio: mi rac­con­ti di un cam­pio­na­to stra­no, ini­zia­to con 9 pun­ti in 5 par­ti­te ed il pareg­gio con­vin­cen­te con­tro il Chias­so del 27 ago­sto (1–1). “Mi ricor­do – dis­se una vol­ta Gigi Tira­pel­le – di esser­mi sen­ti­to subi­to in dove­re di chie­de­re scu­sa ai nostri mera­vi­glio­si tifo­si dopo la scon­fit­ta in Lie­ch­ten­stein per quel­la che for­se è sta­ta la più pesan­te del­la deca­de per il club ed una del­le più cocen­ti del­la mia car­rie­ra. Fu espul­so Coc­chi e finim­mo addi­rit­tu­ra in nove a cau­sa di un infor­tu­nio quan­do ave­vo esau­ri­to i cam­bi: insom­ma, un disastro”.

All’andata Ales­san­dro Ama­to (oggi 48enne) segnò una deci­na di reti, ma non fece par­te del­la rosa nel­la secon­da par­te del cam­pio­na­to. “Crol­lam­mo soprat­tut­to men­tal­men­te – dis­se Tira­pel­le — ma nono­stan­te tut­to la squa­dra fu capa­ce di resta­re uni­ta nono­stan­te tut­ta una serie di situa­zio­ni para­dos­sa­li che non ci con­sen­ti­va­no di fare risul­ta­to. Dovet­ti aspet­ta­re la par­ti­ta fina­le con il Kreuz­lin­gen per toglier­mi una soddisfazione”.

Il grup­po fece la dif­fe­ren­za, ma anche una socie­tà sor­ret­ta da un comi­ta­to bat­ta­glie­ro e sen­si­bi­le nel con­ce­de­re alla squa­dra di difen­der­si con ono­re fino a con­qui­sta­re una sal­vez­za che ad un cer­to pun­to non era nem­me­no più sem­bra­ta tan­to cer­ta così come la posi­zio­ne dell’allenatore.

Si è fat­to tar­di ed è vola­ta via anche que­sta set­ti­ma­na da pri­ma­to e sen­za subi­re reti. Doma­ni arri­va­no a Men­dri­sio i Kic­kers. Sul­la car­ta, un’altra par­ti­ta alla tua por­ta­ta. Incro­cia­mo le dita e con­ti­nuia­mo così.

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