La rinascita del Mendrisio e di Mascazzini: passato, presente e futuro

Di Riccardo Vassalli

Qualcuno si starà ‘mangiando’ la lingua. Chi mugugnava del ritorno di Gabriele Mascazzini a Mendrisio è stato zittito in men che non si dica. Il figliol prodigo del Comunale è tornato per aiutare il club che lo ha lanciato nel panorama calcistico ticinese nel corso dell’estate. Un’estate che per il Mendrisio significava rinascita, rifondazione, riscatto dopo l’amara retrocessione dalla Prima Lega.

Dopo le esperienze nelle Filippine e una breve parentesi in Terza Lega con il Melide, il ‘Masca’ è tornato nel ‘suo’ Comunale. Quel Comunale che – prima dell’avventura all’estero – lo aveva visto protagonista con 84 presenze e 12 reti in Prima Lega. Cifre mica da ridere se pensiamo che stiamo parlando di un ragazzo appena uscito dal Team Ticino.

Mascazzini si è ripreso Mendrisio. O Mendrisio si è ripreso Mascazzini, vedete voi. Quel che è certo è che l’intuizione della dirigenza momò di riportare a casa uno dei calciatori – oggettivamente parlando più forti in Ticino – è stata premiata. Come? Con sette reti in undici presenze. Sì, avete letto bene.
La cura Tami non solo ha rimesso in sesto e ridato entusiasmo al Mendrisio e alla sua città, ma ha saputo valorizzare quel ‘22’ che in realtà altro non è che un numero 10 fatto e finito. Mascazzini è il ragazzo (24 anni per lui ndr) simbolo del nuovo corso dei momò. Ieri sera ha messo al tappeto il Rotkreuz con una doppietta fantastica riuscendo a segnare anche da 70 (!) metri.

Con la partita di ieri sono 95 le presenze ufficiali con la maglia del Mendrisio. Meno cinque a un traguardo importante, che i tifosi biancorossoneri sperano possa ripetersi per anni e anni. Mascazzini è passato, presente e futuro di un Mendrisio che fa ben sperare e che, finalmente, è tornato a strappare applausi anche grazie al talento e alla determinazione di ‘Bubu’ Mascazzini.

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