Editoriale: L’esempio di Lanza, un mister dal DNA vincente

È indole umana quella di trascurare, delle volte, i sentimenti emotivi che stanno dietro alla notizie che rincorriamo, leggiamo, riportiamo, cerchiamo. Spesso e volentieri il nostro mestiere impone di “tirare dritti” – se così si può dire – di fronte a certi accadimenti. Spesso dobbiamo essere più forti della nostra coscienza e volontà, delle volte dobbiamo nasconderci dietro a un’armatura – leggasi tastiera – senza pensare alle emozioni.

Noi abbiamo spesso fatto delle emozioni la nostra armatura. Ci siamo arrabbiati quando è stato cacciato un allenatore meritevole, abbiamo espresso nostalgia per altri, abbiamo dedicato spazio e tempo a protagonisti del nostro calcio, a un gol fantastico, a record di presenze e tant’altro.

Il 2020 del Paradiso è partito con il cuore a mille. Mister Lanza ha fatto un passo indietro rassegnando le dimissioni e costringendo il club biancoverde a correre ai ripari. Non è la scelta di chiamare in panchina un degno erede come Luigi Tirapelle la tematica di cui parleremo oggi, ma il percorso di Lanza.

Signori, quando parliamo di Lanza dobbiamo farlo con rispetto e ammirazione. Prima o poi – forse – il motivo della sua scelta sarà chiaro a tutti. Sarà anche chiaro a tutti perché quando parliamo di Lanza dobbiamo farlo nel pieno rispetto e ammirazione. Parliamo di un allenatore giovanissimo – classe 1984 (35 anni) – che dopo una buona carriera nel calcio interregionale e ticinese ha vinto tutto quanto possibile prima esperienza da allenatore di attivi. Un allenatore, insomma, dal DNA vincente.

Lanza ha avuto fiducia nel Paradiso e il Paradiso l’ha avuta in Lanza. Risultato? Un escalation pazzesca che dalla Seconda Lega ha portato fino alla Prima Lega. Sì, due promozioni consecutive. E gli scettici? Zittiti in un amen. Al primo anno di Prima Lega Classic da neopromosso Lanza ha condotto il ‘suo’ Paradiso fino al sesto posto a soli tre punti dalla quarta posizione. Spetta ora a Tirapelle proseguire l’egregio lavoro iniziato dal suo predecessore.

Un lavoro fatto di sudore, impegni e sacrifici. Perché non è vero che i giovani allenatori non valgono niente e non è del tutto vero che in Ticino non c’è spazio per loro. Lanza ha scritto la parola fine – per ora – sul capitolo Paradiso. Ma un posto nel cuore del club del presidente Caggiano lo avrà per sempre.

Al Paradiso, ad Andrea Lanza e a Luigi Tirapelle gli auguri di un 2020 ricco di soddisfazioni sportive e non solo.

(RV)

 

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