Chiasso, se l’appetito vien mangiando…

Il Chias­so è sul­la stra­da giu­sta. Lun­ga sì, anco­ra, ma la dire­zio­ne è quel­la giu­sta. La rin­cor­sa alla sal­vez­za dal­le par­ti del Riva IV è ora vista come qual­co­sa di rea­liz­za­bi­le è pos­si­bi­le. Insom­ma, la sal­vez­za non è uto­pia. Pro­va ne è la pre­sta­zio­ne for­ni­ta dome­ni­ca al cospet­to del più quo­ta­to GC.

Un pun­to che deve esse­re visto come inie­zio­ne di fidu­cia, ma che non deve far rilas­sa­re i ros­so­blù in vista dei pros­si­mi e deli­ca­ti impe­gni. Ma il pas­so in avan­ti c’è, si vede ed è abba­stan­za note­vo­le. Cer­to, qual­che imper­fe­zio­ne da lima­re c’è: basta pen­sa­re ai sva­ria­ti ed ele­men­ta­ri erro­ri di fra­seg­gio a ini­zio ripre­sa, ma sono più gli aspet­ti posi­ti­vi da rimar­ca­re.

E qui van­no fat­ti i com­pli­men­ti alla diri­gen­za momò. Gli inne­sti di Pic­cin­ni, Aqua­ro e Ros­si­ni sono mira­ti, uti­li a un ambien­te che, infar­ci­to di gio­va­ni spe­ran­ze, neces­si­ta­va di tan­ta espe­rien­za in cam­po e fuo­ri. Per­ché il cari­sma e la lea­der­ship dei tre si è vista subi­to: evi­den­te l’accortezza del repar­to arre­tra­to, lam­pan­ti i guiz­zi di Ros­si­ni che, una vol­ta tro­va­ta la giu­sta alchi­mia con Pol­le­ro, può rive­lar­si anco­ra un attac­can­te top per la cate­go­ria.

Evi­den­te anche la mano di Lupi e il suo staff. Dove non ci arri­va la testa, ci arri­va­no le gam­be. Si dice. E allo­ra, ecco che i ros­so­blù si sono mes­si a maci­na­re chi­lo­me­tri su chi­lo­me­tri. Sareb­be curio­so ana­liz­za­re la quan­ti­tà di km per­cor­si da Dixon — solo per fare un esem­pio -, auto­re di una pro­va atle­ti­ca­men­te paz­ze­sca.

Spa­zio per trop­pi e faci­li entu­sia­smi non ce n’è. Il per­cor­so è ric­co di insi­die e là davan­ti non stan­no cer­to con le mani in mano. Ma que­sto è un altro Chias­so. E se l’appetito vien man­gian­do…

(RV)

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