Il calcio ai tempi del coronavirus

 * Di Nicola Dacomo

Giornali, Tv, e social media diffondono ogni giorno messaggi di allerta.
Le attività che non vengono ritenute “vitali” per la popolazione vengono vieppiù sottoposte a modalità di fruizione controllata, o addirittura a sospensione (come sta avvenendo per i campionati di calcio in alcune nazioni).

Ma fermo restando la necessità/obbligo di conformarsi alle decisioni che vengono adottate in ambito nazionale e sovranazionale per la gestione dell’epidemia, la situazione attuale stimola alcune riflessioni per la gestione della condizione fisica anche dei calciatori.

Le domande che possiamo porci in questi momenti critici possono essere anche volte alla pianificazione della ripresa delle competizioni nel modo più proficuo possibile. La sospensione dell’attività agonistica fa calare la tensione emotiva al calciatore che, unita alla fisiologica stanchezza di metà campionato, rischia di creare un pesante disadattamento fisico e di rendere traumatica la ripresa del campionato.

Uno degli errori che più spesso si commettono in queste situazioni, è pensare che l’atteggiamento ed il comportamento siano omologati per tutte le squadre e tutti i giocatori ( “…se siamo fermi noi, sono fermi anche gli altri… se perdiamo condizione fisica noi, la perderanno anche gli altri”). Ma ciò non è sempre vero!

Se l’atteggiamento psicologico di “calo della concentrazione” può essere una caratteristica comune in questo momento, non è implicito che ci debba essere un calo della condizione fisica. In tempi “normali”, come nella sospensione estiva, si programma la ripresa dei lavori con carichi ed impegno crescente, ma in questo momento NON è certa la data della ripresa delle competizioni.

Siccome il calo della concentrazione non si armonizza con il continuare a lavorare ai massimi livelli (…come se “dopodomani” ci fosse la partita che segna le sorti del campionato), occorre adottare alcune strategie per essere pronti al meglio per la ripresa delle competizioni. Quali sono le strategie migliori per preservare la condizione fisica?

Innanzitutto la corretta alimentazione. In collaborazione con il Nutrizionista della squadra, occorre puntare su una alimentazione che miri a “rigenerare” il corpo dalle fatiche di metà campionato, pur senza sovraffaticarlo come se il campionato riprendesse fra due mesi. E’ necessario mantenere un carico di allenamento aerobico ed anche anaerobico importante, che laddove non sia consentito eseguire, per cautele determinate dalla prevenzione del contagio da coronavirus, è comunque consigliabile sia eseguito anche singolarmente, dietro le specifiche indicazioni del Preparatore Atletico.

Ma questo particolare periodo può anche rappresentare l’occasione per gestire o risolvere i piccoli/grandi problemi fisici occorsi nella precedente porzione di campionato. La gestione fisioterapica di esiti di strappi muscolari e contusioni rappresenta un Jolly per poter affrontare la ripresa senza il timore di sentirsi lesionare un muscolo al primo contropiede. In questi casi è utile lavorare sulla “matrice extracellulare” per rendere ottimali gli scambi metabolici e la produzione di ATP . E’ utile anche lavorare sull’efficienza della “microcircolazione” perché rappresenta il comune denominatore anatomico di tutti gli apparati.

L’insieme di questi fattori, correttamente gestiti, rappresenterà la “buona mano” per giocare la prima partita.

* Fisioterapista – Divulgatore Scientifico

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