Coronavirus, Stefani: “Si fermi il calcio regionale. La salute viene prima”

Biso­gna rico­no­scer­lo sen­za tan­ti giri di paro­le: il cal­cio regio­na­le è in appren­sio­ne a cau­sa dell’emergenza coro­na­vi­rus. Inne­ga­bi­le e ine­vi­ta­bi­le. Le pri­me con­se­guen­ze del decre­to vara­to dal Gover­no ita­lia­no si sono mani­fe­sta­te già nel wee­kend con il rin­vio di alcu­ne gare di squa­dre com­po­ste prin­ci­pal­men­te da gio­ca­to­ri pro­ve­nien­ti da oltre con­fi­ne. Rin­vii non dige­ri­ti da tut­ti. Lo sche­ma non linea­re del palin­se­sto potreb­be, infat­ti, sfal­sa­re a tut­ti gli effet­ti i cam­pio­na­ti. Dopo aver­vi ripor­ta­to l’editoriale del por­ta­le Sport­mo­mò, vi pro­po­nia­mo la pre­sa di posi­zio­ne di Ame­deo Ste­fa­ni, alle­na­to­re dell’AS Castel­lo da noi inter­vi­sta­to.

“Cre­do che così il cam­pio­na­to ven­ga com­pro­mes­so. Che sen­so ha rin­via­re due par­ti­te e le altre no? Tut­te avreb­be­ro potu­to schie­ra­re undi­ci uomi­ni in cam­po. Si pote­va attin­ge­re dal set­to­re gio­va­ni­le o dai senio­ri, in caso di emer­gen­za. Oppu­re si sareb­be potu­to bloc­ca­re il tur­no e pren­der­si una pau­sa di rifles­sio­ne per capi­re come pro­se­gui­re”.

“Per­so­nal­men­te – con­ti­nua – sono per la chiu­su­ra dei cam­pio­na­ti. Cor­ria­mo tut­ti dei rischi ver­so le nostre fami­glie e i nostri colleghi/datori di lavo­ro. Par­lia­mo di rischi non pon­de­ra­ti allo sva­go di una dome­ni­ca di cal­cio. Inol­tre, tro­vo che sia sta­to inop­por­tu­no da par­te del­la FTC con­vo­ca­re una ter­na arbi­tra­le o par­te di essa pro­ve­nien­te dall’Italia dal­le zone di mag­gior con­ta­gio per arbi­tra­re per la nostra par­ti­ta o altre gare. Ho la sen­sa­zio­ne che la nostra salu­te non sia tute­la­ta”.

“Ho in squa­dra ragaz­zi che han­no ragaz­ze in dol­ce atte­sa, oppu­re con figli pic­co­li a casa, in tut­ta sin­ce­ri­tà io devo ave­re la sicu­rez­za di guar­dar­li negli occhi e ave­re le ras­si­cu­ra­zio­ni del caso per loro e per i loro cari. Inol­tre tut­ti abbia­mo le nostre atti­vi­tà pro­fes­sio­na­li e cor­re­re il rischio di met­te­re ulte­rior­men­te sot­to pres­sio­ne le nostre azien­de per del­le par­ti­te ama­to­ria­li di cal­cio non mi sem­bra la scel­ta giu­sta”.

E anco­ra: “Per­ché chiu­de­re tut­to? Non c’è una data in cui vie­ne pre­vi­sta la fine del virus. Stia­mo navi­gan­do a vista e cre­do che la salu­te ven­ga pri­ma del cal­cio. Rischia­mo noi di ingol­fa­re il siste­ma sani­ta­rio. La mia, for­se, è una pre­sa di posi­zio­ne for­te, ma neces­sa­ria. Una solu­zio­ne per il cal­cio regio­na­le si tro­ve­rà. Ora ci sono aspet­ti più impor­tan­ti”.

“Col­go l’occasione per rin­gra­zia­re tut­to l’apparato socio sani­ta­rio che è o sarà sot­to pres­sio­ne da par­te mia han­no la mas­si­ma sti­ma e com­pren­sio­ne”.

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