Mister Tami tra coronavirus e Mendrisio: “Il calcio viene dopo. L’obiettivo è, o era…”

“Il cal­cio, in que­sto momen­to, non è prio­ri­ta­rio. Pri­ma vie­ne la salu­te”, paro­le di Mat­tia Tami, alle­na­to­re del Men­dri­sio da que­sta esta­te inter­vi­sta­to in diret­ta Insta­gram da Labor­sport.

Al net­to del­le dif­fi­col­tà tec­ni­che e dei pro­ble­mi di con­nes­sio­ne riscon­tra­ti duran­te il live, l’intervista con Tami ha toc­ca­to sva­ria­ti pun­ti che pro­via­mo a rias­su­me­re per voi.

Il coro­na­vi­rus

“Pen­so che si chiu­de­rà qui la sta­gio­ne. È la logi­ca a dir­ce­lo. Se pen­sia­mo che noi di 2LI avrem­mo dovu­to già gio­ca­re quat­tro par­ti­te e aggiun­gen­do­ci il fat­to che que­sta epi­de­mia è tut­to fuor­che fini­ta, non vedo come si pos­sa ripren­de­re a gio­ca­re subi­to. Pur­trop­po sia­mo di fron­te a una cosa più gran­de di noi. Il cal­cio, come tut­te le altre cose, pas­sa in secon­do pia­no. Le cose impor­tan­ti, lo stia­mo impa­ran­do, sono altre: la nostra salu­te e quel­la di chi ci sta affian­co e non pos­sia­mo esse­re egoi­sti come lo sarem­mo di soli­to e pen­sa­re solo a quel­lo che voglia­mo fare. È chia­ro che se doma­ni mi dices­se­ro che si può tor­na­re al cam­po andrei al cam­po a pie­di. Dob­bia­mo però esse­re rea­li­sti e ren­der­si con­to che non sarà pos­si­bi­le”.

Il rap­por­to e i con­si­gli con papà Pier

Mio papà lo con­sul­to. La sua espe­rien­za è impor­tan­te. È sem­pre bel­lo quan­do par­li con qual­cu­no cono­sci­to­re del­la mate­ria e vede­re la sem­pli­ci­tà con la qua­le arri­va ai con­cet­ti con cui tu arri­vi con più fati­ca. La sua espe­rien­za nel cal­cio fa sì che le situa­zio­ni che vado a chie­der­li come gesti­re lui le ha già vis­su­te pri­ma e quin­di per me è sicu­ra­men­te un van­tag­gio”.

L’obiettivo è, o era, la pro­mo­zio­ne

“È incre­di­bi­le quel­lo che è suc­ces­so. Nes­su­no pote­va solo imma­gi­nar­lo solo qual­che mese fa. Noi era­va­mo pron­tis­si­mi per pro­va­re a vin­ce­re il cam­pio­na­to. L’andata ave­va­mo fat­to bene ed era­va­mo pron­ti a ripar­ti­re anco­ra meglio. La socie­tà ha lavo­ra­to for­te nell’inverno, ma anche tut­ti noi: il pri­mo ritro­vo che abbia­mo fat­to era l’8 di gen­na­io. L’obiettivo era, o è, fare la pro­mo­zio­ne. Dav­ve­ro un pec­ca­to. C’è gran­de ram­ma­ri­co per­ché sen­ti­va­mo di fare que­sto cam­pio­na­to per vin­ce­re. C’era tan­to lavo­ro da fare più che altro. Quan­do ho det­to di sì al Men­dri­sio ave­va­mo solo 11/12 gio­ca­to­ri con­fer­ma­ti in rosa. La for­tu­na che di que­gli 11 la mag­gior par­te era­no gio­ca­to­ri e uomi­ni di livel­lo e han­no fini­to per sem­pli­fi­car­ci il lavo­ro. Le ope­ra­zio­ni in entra­ta sono sta­te otti­me, ma sia­mo arri­va­ti un po’ cor­ti ed è for­se quel­lo che abbia­mo paga­to mag­gior­men­te. Che par­ti­ta can­cel­le­rei? Le tre che abbia­mo per­so, anche se sono sta­te diver­se tra loro. Ma se devo sce­glier­ne una direi la scon­fit­ta di Sar­nen”.

Per ascol­ta­re l’intervista com­ple­ta riguar­da la diret­ta sul nostro pro­fi­lo Insta­gram

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