Non è più domenica

Di Ric­car­do Vas­sal­li

Ci rive­dre­mo. Scon­ta­to. Per­fi­no bana­le, ma ci rive­dre­mo. Sì, caro cal­cio, è arri­va­to il momen­to di par­lar­ti al futu­ro. Non sap­pia­mo quan­do, ma ci rive­dre­mo. Tor­ne­re­mo a par­la­re di te e con te, dei tuoi pre­gi e dei tuoi difet­ti. Non te lo aspet­ta­vi, vero? Ma sia­mo tut­ti sul­la stes­sa bar­ca. Ci han­no pri­va­to del­la nostra più gran­de pas­sio­ne, ma cosa dob­bia­mo far­ci? Ser­vi­rà esser­ci fer­ma­ti e aver capi­to che, su que­sta ter­ra, non sia­mo padro­ni di nien­te?

Ci han­no tol­to la set­ti­ma­na: i due, tre, quat­tro alle­na­men­ti. Ci han­no tol­to la par­te ago­ni­sti­ca: quel­la par­ti­ta che ci face­va vive­re 90’ alla set­ti­ma­na. Ci han­no tol­to lo spo­glia­to­io, sacro luo­go che solo chi lo vive può capi­re cosa signi­fi­ca. Ci han­no tol­to i bri­vi­di di un gol al 90esimo, le cor­si a per­di fia­to per rin­cor­re­re un pal­lo­ne o i sus­sul­ti per i mira­co­li del por­tie­re. Un nemi­co invi­si­bi­le ci ha tol­to tut­to, ma tor­ne­re­mo. For­se più for­ti, più uni­ti ma tor­ne­re­mo. Ora, caro cal­cio, non sei tu la prio­ri­tà nel­le nostre vite. Ora toc­ca fare qua­dra­to: accet­ta­re le deci­sio­ni che pio­vo­no dall’alto e armar­ci di pazien­za. Non è que­sta la vir­tù dei for­ti?

Quan­do potre­mo tor­na­re a cal­ciar­ti, com­men­tar­ti, coc­co­lar­ti, e difen­der­ti sarà tut­to più bel­lo. Ades­so ci toc­ca aspet­ta­re, sof­fri­re alla vista di cen­tri spor­ti­vi off limi­ts con i nastri bian­chi e ros­si a impe­dir­ne l’accesso.

Pre­pa­re­re­mo il tuo ritor­no pro­van­do a scal­dar­ci il cuo­re con ricor­di, aned­do­ti, inter­vi­ste e appro­fon­di­men­ti. Ma ricor­da nul­la potrà can­cel­la­re le sen­sa­zio­ni che solo tu puoi dare a tut­ti noi. Cesa­re Cre­mo­ni­ni direb­be che sen­za di te “non è più dome­ni­ca”. Per noi, inve­ce, è mol­to di più.

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