Davide Callà: quando i viaggi si concludono sempre a casa

Quan­do – fra pochi mesi – il capi­ta­no dei leo­ni com­pi­rà 36 anni, il Win­ter­thur si ritro­ve­rà per una nuo­va sta­gio­ne tra le die­ci squa­dre di Chal­len­ge Lea­gue. In una del­le piaz­ze miglio­ri del­la Sviz­ze­ra per fare cal­cio, Cal­là ave­va mos­so i pri­mi pas­si da ragaz­zi­no, ma anco­ra 18enne tro­vò sul­la sua stra­da l’ottusità di René Wei­ler (uno che ne ha indo­vi­na­te mol­te meno di quel che pos­sa sem­bra­re) che non vede­va la pos­si­bi­li­tà di dar­gli spa­zio.

Cosa abbia com­bi­na­to nel­la sua car­rie­ra il clas­se ’84 zuri­ghe­se – nono­stan­te alcu­ni gra­vis­si­mi infor­tu­ni – lo ren­de tra gli ulti­mi por­ta­ban­die­ra di quel cal­cio roman­ti­co al qua­le que­sta testa­ta è par­ti­co­lar­men­te lega­ta gra­zie anche alle rare doti di sen­si­bi­li­tà e pas­sio­ne del pro­prio diret­to­re.

Tor­na­to nel­la sua cit­tà nata­le nell’estate di 2018 con quat­tro tito­li vin­ti in cin­que sta­gio­ni sul­le spon­de del Reno, Cal­là si è rive­la­to altro che un vec­chio cial­tro­ne in cer­ca degli ulti­mi scam­po­li di glo­ria. Dal gior­no del suo debut­to nel cal­cio che con­ta in quel di Frauen­feld sono pas­sa­ti 18 anni.

Guar­da­te­lo cor­re­re, con­tra­sta­re, sacri­fi­car­si, pren­der­si la squa­dra sul­le spal­le e poi ci si tro­va a fare due chiac­chie­re. Si pen­si alla sua pre­sta­zio­ne di qual­che gior­no fa con­tro l’Aarau e ne si apprez­zi la deva­stan­te poten­za che lo ren­de anco­ra oggi un gio­ca­to­re impren­di­bi­le anche per gio­va­ni difen­so­ri dal­la car­rie­ra scrit­ta di gran­de pro­spet­ti­va. Davi­de Cal­là, tenia­mo­ce­lo stret­to come uno dei “nostri”. Augu­ria­mo­ci anche che il suo per­cor­so intra­pre­so per diven­ta­re istrut­to­re lo por­ti a com­pen­sa­re di gran­de gio­ia anche un futu­ro spes­so bef­far­do per mol­ti gran­di cam­pio­ni del cam­po. Davi­de Cal­là – oggi – è que­sto nel­le foto.

Anche il look ha la pro­pria impor­tan­za e ci pia­ce veder­lo così “cat­ti­vo” e “matu­ro” da far inti­mo­ri­re avver­sa­ri e alle­na­to­ri. E sia­no tut­ti orgo­glio­si colo­ro che da qui al ter­mi­ne del­la car­rie­ra riu­sci­ran­no ad esser­ne com­pa­gni di spo­glia­to­io ed avver­sa­ri sul cam­po. Occhi aper­ti: il (gran) goal segna­to all’Aarau è lì a dir­ci che ne vedre­mo anco­ra del­la bel­le. Con­ti­nua a far­ci sogna­re gran­de cam­pio­ne

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