Rancate: idee chiare e la forza dei singoli. La strada è (ben)delineata

Quan­do, 14 mesi fa, Nico­la Padu­la pre­se il posto di Alber­to Regaz­zo­ni per ini­zia­re la sua avven­tu­ra sul­la pan­chi­na del Ran­ca­te, dal­le pagi­ne di que­sto por­ta­le ave­va­mo dato giu­sta impor­tan­za ad un cre­do basi­la­re del pen­sie­ro di que­sto gio­va­ne tec­ni­co: “Una squa­dra che ritie­ni già dota­ta di una buo­na base, puoi miglio­rar­la con ele­men­ti dota­ti di un buon baga­glio tec­ni­co, ma soprat­tut­to uma­no”.

Dopo aver lavo­ra­to ed arric­chi­to il pro­prio baga­glio di espe­rien­za al fian­co di Regaz­zo­ni a Ran­ca­te e di Mat­tia Cro­ci-Tor­ti a Men­dri­sio, Padu­la ha dato la pro­pria impron­ta ad una squa­dra che in que­sta pri­ma par­te di test ami­che­vo­li si è com­por­ta­ta otti­ma­men­te.

Indi­pen­den­te­men­te da ciò che potrà riser­va­re il futu­ro – inte­so che quan­do in gio­co ci saran­no i tre pun­ti non pochi fat­to­ri cam­bie­ran­no – la real­tà di oggi è sta­ta ben con­fer­ma­ta dal­la gara gio­ca­ta ieri sera al Comu­na­le con­tro il quo­ta­to Novaz­za­no.

A col­pi­re – a mar­gi­ne del risul­ta­to posi­ti­vo – è sta­ta l’organizzazione del­la mano­vra nero­ver­de che par­te e si svi­lup­pa con idee ben chia­re, fina­liz­za­te allo sfrut­ta­men­to mas­si­mo del ter­mi­na­le offen­si­vo. Se “Man of the Match” del­la gara è sta­to indub­bia­men­te Tom­ma­so Mani­co­ne (una rete cer­ca­ta par­ten­do da una scel­ta men­ta­le vin­cen­te, un rigo­re cer­ca­to ed otte­nu­to e tut­ta una serie di gio­ca­te deter­mi­nan­ti), va dato meri­to al gio­va­ne por­tie­re Vale­rio Mia­nul­li di esse­re sta­to altret­tan­to deter­mi­nan­te nell’opporsi con estre­ma bra­vu­ra ad ogni ten­ta­ti­vo di con­clu­sio­ne del­la coraz­za­ta ospi­te.

La dif­fe­ren­za sostan­zia­le – in una gara in cui i repar­ti arre­tra­ti non han­no bril­la­to di mas­si­ma atten­zio­ne – è sta­ta det­ta­ta dal­la qua­li­tà del cen­tro­cam­po (quel­lo nero­ver­de ha sovra­sta­to in entram­bi i tem­pi quel­lo del Nova) che ha per­mes­so ad ester­ni e cen­tra­li di arri­va­re alla con­clu­sio­ne in pro­por­zio­ne al lavo­ro svol­to. Per quan­to sfor­tu­na­to, Seba­stia­no Livi si è rive­la­to un ester­no alto ille­ga­le per la cate­go­ria e l’esperienza di Sehic è chia­ra­men­te un’arma che non mol­te squa­dre pos­so­no per­met­ter­si. A coro­na­men­to di un secon­do tem­po di gran­de sacri­fi­cio, si è visto già in buo­na con­di­zio­ne anche il fido Filip­po Chin­chio, altro ele­men­to che nel­la cate­go­ria sem­bra desti­na­to a con­fer­ma­re di non esse­re una com­par­sa.

Sema­fo­ro ver­de per que­sto bel grup­po costrui­to sen­za gran­di tito­lo­ni da cal­cio pro­fes­sio­ni­sti­co, ma  pro­ba­bil­men­te in gra­do di rap­pre­sen­ta­re la clas­si­ca sor­pre­sa di un tor­neo che sem­bra deli­near­si ver­so una dire­zio­ne ben defi­ni­ta.

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