Editoriale: ‘Martinelli siamo con te’

*Di Ric­car­do Vas­sal­li

C’è un filo sot­ti­le che divi­de i cal­cia­to­ri pro­fes­sio­ni­sti. Si può esse­re gio­ca­to­ri stra­pa­ga­ti, dota­ti di immen­so talen­to, ‘tiro­ni’ e spoc­chio­si. Poi, si può esse­re Gio­ca­to­ri. Sì, con la G maiu­sco­la. È il caso di Ales­san­dro Mar­ti­nel­li, cen­tro­cam­pi­sta tici­ne­se, che meri­te­reb­be fiu­mi e fiu­mi di inchio­stro.

Per­ché ‘il mar­ti’ è sta­to quel­lo che tut­ti i gio­va­ni cal­cia­to­ri sogna­no, o alme­no dovreb­be­ro far­lo. Per­ché lon­ta­no dal­le cro­na­che di gos­sip, lon­ta­no dai cam­pi di Cham­pions Lea­gue, lon­ta­no da vil­le extra lus­so c’è un cal­cio pro­fes­sio­ni­sti­co che cor­re alla velo­ci­tà del­la luce. Sce­na­rio, que­sto, in cui ha vis­su­to Mar­ti­nel­li per diver­si anni. Fin da quan­do era ragaz­zi­no, se voglia­mo dir­la tut­ta. Lascia­re casa e affet­ti a soli 14 anni non è evi­den­te. Far­lo per rin­cor­re­re un pal­lo­ne anco­ra di più.

Brut­to, brut­tis­si­mo, scri­ve­re al pas­sa­to. Ma dove­ro­so. Per­ché la car­rie­ra di Ales­san­dro Mar­ti­nel­li tra i pro­fes­sio­ni­sti si fer­ma qui. Ulti­mo giro di gio­stra: Paler­mo, da capi­ta­no, a risol­le­va­re una piaz­za che di Mar­ti­nel­li ne meri­te­reb­be mil­le. Si fer­ma qui non per deme­ri­ti del clas­se 1993, ma per moti­vi di salu­te. “Gli esa­mi medi­ci appro­fon­di­ti a cui nel­le ulti­me set­ti­ma­ne si è sot­to­po­sto Ales­san­dro Mar­ti­nel­li – si leg­ge in una nota del club rosa­ne­ro – han­no pur­trop­po mani­fe­sta­to l’impossibilità di pro­se­gui­re l’attività ago­ni­sti­ca per il cal­cia­to­re rosa­ne­ro. Tut­to il Paler­mo espri­me pro­fon­do ram­ma­ri­co e si strin­ge attor­no ad Ales­san­dro Mar­ti­nel­li, tra i pro­ta­go­ni­sti più bril­lan­ti del­la rina­sci­ta rosa­ne­ro e vero lea­der in cam­po e fuo­ri, gra­zie alla sua straor­di­na­ria cara­tu­ra mora­le, oltre alle indi­scus­se doti spor­ti­ve. Ad Ales­san­dro l’abbraccio più inten­so e i miglio­ri augu­ri per il futu­ro”.

Non basta­no que­ste poche righe per espri­me­re la tri­stez­za, nostra e di tut­to il mon­do del cal­cio che Mar­ti­nel­li ha cono­sciu­to. Una car­rie­ra pas­sa­ta a recu­pe­ra­re pal­lo­ni, quel­la Serie A solo sfio­ra­ta con Samp­do­ria – dove è cre­sciu­to cal­ci­sti­ca­men­te – e Bre­scia. 134 pre­sen­ze in Serie B non basta­no per giu­sti­fi­ca­re la bon­tà d’animo del cen­tro­cam­pi­sta tici­ne­se, costret­to a lascia­re per ora il cal­cio che più gli ha tol­to di quel­lo che ha dato.

Mar­ti­nel­li deve esse­re l’esempio per tut­ti i gio­va­ni. Mai una fra­se fuo­ri posto, mai un atteg­gia­men­to sopra le righe, mai domo nel rin­cor­re­re quel suo sogno. Mar­ti­nel­li è quel capi­ta­no che tut­ti vor­reb­be­ro in squa­dra, è il capi­ta­no del Tici­no cal­ci­sti­co che lot­ta e sof­fre ma alla fine ce la fa.

Ad Ales­san­dro l’augurio di tor­na­re pre­sto in cam­po. Come dice lo stri­scio­ne appe­so dagli ultras del Paler­mo Cal­cio “Mar­ti­nel­li sia­mo con te”.

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