Le lacrime del giorno dopo. L’impresa nell’impresa di Baldo, un tifo incredibile e un Chiasso che ha bisogno di amore

Ci rive­dre­mo, caro Chias­so. In Pro­mo­tion Lea­gue, ma ci rive­dre­mo. Bana­le e scon­ta­to. Da doma­ni sarà più faci­le met­te­re a fuo­co che il Tici­no cal­ci­sti­co ha per­so dopo undi­ci anni il suo pez­zo di sto­ria in Chal­len­ge Lea­gue, la cate­go­ria che più ti appar­tie­ne. Da doma­ni, ma non da oggi.

Per­ché oggi c’è anco­ra (trop­po) spa­zio per le emo­zio­ni. C’è anco­ra qual­che lacri­ma sul viso di incre­di­bi­li tifo­si, che mai ti han­no lascia­to solo. Con mai si inten­de mai. Si inten­de al gelo, si inten­de con la piog­gia, si inten­de anche quan­do le nor­ma­ti­ve anti Covid vie­ta­no l’in­gres­so allo sta­dio. C’è anco­ra qual­che occhia­ia a fare da cor­ni­ci a occhi spen­ti e vuo­ti di tifo­si, appas­sio­na­ti, anzia­ni e meno anzia­ni che la maglia del Chias­so non la indos­sa­no, ma la vivo­no. For­se anche più di chi dovrebbe.

E poi ci sono i gio­ca­to­ri, anco­ra abbac­chia­ti e dispe­ra­ti per non esse­re riu­sci­ti in un’im­pre­sa a cui cre­de­va­no. E pec­ca­to per quel silen­zio stam­pa impo­sto al ter­mi­ne del­la par­ti­ta che ha san­ci­to la retro­ces­sio­ne. Com­pren­si­bi­le la delu­sio­ne e l’a­ma­rez­za, ma sia­mo più che sicu­ri che la mag­gior par­te di loro ci avreb­be mes­so la fac­cia, sep­pu­re coper­ta dal­le mani per nascon­de­re la lacri­me. E per un popo­lo di poche ani­me, che vive per que­sti colo­ri, sareb­be pure sta­to doveroso.

Fa male al Tici­no salu­ta­re la serie cadet­ta dopo una vit­to­ria, non suf­fi­cien­te­men­te uti­le per sca­val­ca­re lo Xamax nel­la dif­fe­ren­za reti. Al Chias­so, ai tifo­si, al mister, ai gio­ca­to­ri, va il meri­to di aver­ci pro­va­to fino alla fine. Va il meri­to di aver reso qua­si pos­si­bi­le l’im­pos­si­bi­le. Alzi la mano chi, dopo le due reti in 26 minu­ti, non ci credeva.

E poi c’è Bal­do Rai­ne­ri. Da quan­to un alle­na­to­re non com­ple­ta­va la sta­gio­ne inte­ra sul­la pan­chi­na ros­so­blù? Lui stes­so, l’uo­mo del­le scor­se sal­vez­ze, ha meri­ti che van­no oltre le con­te­sta­zio­ni dei tifo­si. Bal­do Rai­ne­ri ha, chia­ra­men­te, le sue respon­sa­bi­li­tà essen­do la per­so­na che gui­da la squa­dra. Ma è lo stes­so alle­na­to­re osan­na­to qual­che mese fa, lo stes­so che ha por­ta­to una squa­dra data per spac­cia­ta a ini­zio a sta­gio­ne a gio­car­se­la fino agli ulti­mi 90′ del­la sta­gio­ne. Lo stes­so che la fac­cia ce l’ha mes­sa, nel bene e nel male. E tan­te vol­te, anche nel cal­cio, esse­re uomi­ni con­ta di più di esse­re bra­vi professionisti.

Da doma­ni è già tem­po di ripar­ti­re. Sì, ma come? Una doman­da per ora sen­za rispo­ste. Per­ché del futu­ro ros­so­blù si sa poco, se non che sarà la Pro­mo­tion Lea­gue la cate­go­ria d’ap­par­te­nen­za. Ci sareb­be da ripar­ti­re dai gio­va­ni, maga­ri pro­dot­ti in Tici­no (e non ci si ven­ga a dire che non ce ne sono), capa­ci di riat­ti­va­re l’in­te­res­se del Tici­no dal­le par­ti del Riva IV. Ci sareb­be da ripar­ti­re con un’i­dea, che spes­so non basta per affer­mar­si in 1LP.

Ci sareb­be da ripar­ti­re, maga­ri lascian­do­si tra­spor­ta­re dal­l’en­tu­sia­smo e la gio­ia di vive­re Chias­so dei pro­pri fede­lis­si­mi, sen­za voler­li allon­ta­na­re di for­za per­ché capa­ci di espri­me­re le pro­prie (anche sco­mo­de) opinioni.

(RV)

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