Omar Balmelli: “Promozione figlia della voglia di vincere. La dedico alla mia famiglia. E quella promessa nel 2016 con Petito…”

Inter­vi­sta a Omar Bal­mel­li, alle­na­to­re del Col­li­na d’oro.

Mister, il tuo Col­li­na ha fat­to sem­bra­re faci­le il dif­fi­ci­le. Vin­ce­re non è mai scon­ta­to. Ci spie­ghi, se ci sono sta­ti, i momen­ti più dif­fi­ci­li da gestire?

“Ogni per­cor­so che por­ta a dei risul­ta­ti impli­ca osta­co­li da supe­ra­re. Anche noi abbia­mo avu­to i nostri. Di cer­to il costan­te pro­ble­ma che abbia­mo avu­to è sta­to logi­sti­co. Solo a mag­gio 2021 sia­mo tor­na­ti a casa sul cam­po di Gen­ti­li­no. Nel­le due pas­sa­te sta­gio­ni, sen­za un nostro cam­po, orga­niz­za­re le pre­pa­ra­zio­ni esti­ve e inver­na­li è sta­to spes­so fon­te di gran­di dif­fi­col­tà. Spo­sta­men­ti, ora­ri infe­li­ci e spa­zi limi­ta­ti ci han­no obbli­ga­ti a solu­zio­ni crea­ti­ve ma poco como­de. For­tu­na­ta­men­te e in diver­se occa­sio­ni, gra­zie all’ottima col­la­bo­ra­zio­ne con l’FC Para­di­so, abbia­mo limi­ta­to i disa­gi. Chia­ra­men­te il perio­do del­le restri­zio­ni dovu­te alla pan­de­mia ci ha crea­to non pochi pro­ble­mi a orga­niz­za­re le sedu­te e moti­va­re i ragaz­zi. Gra­zie al gros­so lavo­ro svol­to con il col­le­ga Lova­to sia­mo riu­sci­ti a dare con­ti­nui­tà in un perio­do dav­ve­ro surreale.

Al di là di que­ste dif­fi­col­tà, il momen­to più dif­fi­ci­le è for­se sta­to nel­la set­ti­ma­na suc­ces­si­va alla scon­fit­ta rime­dia­ta nel 2019 a Ligor­net­to. Quel­la fu una set­ti­ma­na tosta che ter­mi­nó con la vit­to­ria sul Coma­no. Cre­do che in quei gior­ni si mise­ro le basi che anco­ra oggi ren­do­no que­sto grup­po mol­to solido”.

Una vit­to­ria figlia di.. ?

Pro­ba­bil­men­te di tan­ta voglia di vin­ce­re. Il pri­mo loc­k­do­wn fu dif­fi­ci­le da dige­ri­re ma più com­pren­si­bi­le e accet­ta­bi­le. Quest’anno l’interruzione sem­bra­va qua­si esse­re la nostra pri­ma avver­sa­ria. Mal­gra­do ciò sia­mo sta­ti costan­ti, deter­mi­na­ti e anche un po’ testar­di. Ci sta­va mol­to a cuo­re rag­giun­ge­re la promozione.

Cosa dob­bia­mo aspet­tar­ci dal Col­li­na in Seconda?

Il soli­to Collina.
La squa­dra man­ter­rà la sua ossa­tu­ra e la sua iden­ti­tà. Sia­mo con­sa­pe­vo­li che occor­re­rà aumen­ta­re il livel­lo e que­sto ci sti­mo­la molto.

A chi dedi­chi la promozione?

“Sicu­ra­men­te alla mia fami­glia. Il tem­po inve­sti­to per otte­ne­re il risul­ta­to lo sot­trag­go a moglie e figli. Una dedi­ca va dun­que a loro. Una dedi­ca va anche a Mar­co Peti­to, il nostro mana­ger. Ci sen­tim­mo per la pri­ma vol­ta a dicem­bre 2016 con la squa­dra ulti­ma in secon­da lega. Nel giro­ne di ritor­no risa­lim­mo al ter­zul­ti­mo posto. Pur­trop­po accad­de l’opposto di quan­to l’effetto del­la clas­si­fi­ca di secon­da lega inter­re­gio­na­le ha pro­vo­ca­to quest’anno. La retro­ces­sio­ne del Vedeg­gio ci costó il posto in secon­da lega. Con Mar­co ci ripro­met­tem­mo di rigua­da­gna­re la cate­go­ria e così è stato”.

Anche il Col­li­na è chia­ma­to ad alza­re l’asticella. Cosa non dovrà man­ca­re ai tuoi nel nuo­vo campionato?

“I gio­ca­to­ri che ho la for­tu­na di alle­na­re affron­ta­no ogni gara con rispet­to ver­so l’avversario e in tut­te le par­ti­te l’obiettivo è vin­ce­re gio­can­do un buon cal­cio. Que­sta atti­tu­di­ne la osser­vo anche duran­te la set­ti­ma­na nel­le sedu­te di alle­na­men­to. Pen­so che sia ciò che non dovrà mai mancare”

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