Tra Chiasso e Vergiate: Lorenzo Maddaloni pronto a una nuova avventura: “Carico e motivato”

Oltre a pre­pa­ra­re i por­tie­ri del­le gio­va­ni­li del FC Chias­so, Loren­zo Mad­da­lo­ni è pron­to per una nuo­va avven­tu­ra. Il gio­va­ne pre­pa­ra­to­re dei por­tie­ri è sta­to nomi­na­to alle­na­to­re dei por­tie­ri del­la Ver­gia­te­se (Eccel­len­za), dove ritro­ve­rà Fran­ce­sco Rus­so, ex por­tie­re di Luga­no e Chias­so tra le altre. Lo abbia­mo inter­vi­sta­to a pochi gior­ni dal via del­la nuo­va stagione.

Loren­zo, pron­to a una nuo­va espe­rien­za in Eccel­len­za con la Ver­gia­te­se. Che sfi­da è per te?

“La defi­ni­rei un’esperienza sti­mo­lan­te per diver­si moti­vi: innan­zi­tut­to, per­ché pen­so che ave­re la for­tu­na di lavo­ra­re con un por­tie­re del cali­bro di Fran­ce­sco Rus­so sia uno sti­mo­lo for­te ed impor­tan­te per chiun­que alle­ni. È vent’anni che fa que­sto lavo­ro, per­ciò ave­re una figu­ra come la sua con cui con­fron­tar­si duran­te la sta­gio­ne sarà for­ma­ti­vo e inte­res­san­te, soprat­tut­to per me. Fran­ce­sco ha volu­to for­te­men­te che entras­si a far par­te del­lo staff e que­sta cosa mi riem­pie d’orgoglio. Noi abbia­mo già lavo­ra­to insie­me duran­te le esta­ti 2019 e 2020 pri­ma dell’inizio del­le con­sue­te pre­pa­ra­zio­ni, e pri­ma che fir­mas­se per la Casa­te­se chie­si al Castel­lo (socie­tà dove all’epoca alle­na­vo) se aves­se potu­to rima­ne­re con noi ad alle­nar­si, in modo tale da poter con­ti­nua­re a man­te­ner­si in for­ma nell’attesa di un’eventuale chia­ma­ta da par­te di qual­che altra squa­dra. L’eccellenza in Ita­lia è una cate­go­ria di tut­to rispet­to: ci alle­ne­re­mo al pome­rig­gio, inol­tre cono­sco alcu­ni gio­ca­to­ri che faran­no par­te del­la rosa e so che sto­ri­co pro­fes­sio­na­le han­no. Tut­to que­sto ren­de­rà la sta­gio­ne anco­ra più entusiasmante”.

Cosa ti aspet­ti? Qua­li saran­no le sfi­de principali?

“Mi aspet­to un cam­pio­na­to dif­fi­ci­le. L’obiettivo è quel­lo di pro­va­re a fare bene, infat­ti so quan­to la socie­tà stia lavo­ran­do per crea­re una squa­dra com­pe­ti­ti­va, e cre­do che alla fine l’obiettivo ver­rà rag­giun­to per miglio­ra­re sem­pre più la rosa. Per quan­to riguar­da i miei obiet­ti­vi per­so­na­li e pro­fes­sio­na­li inve­ce, darò il mas­si­mo per fare bene il mio lavo­ro, con pas­sio­ne e dedi­zio­ne, anche per­ché è la pri­ma vol­ta che mi ritro­vo in uno staff di pri­ma squa­dra in Ita­lia. Inol­tre, spe­ro di poter dare anco­ra qual­co­sa in più a un por­tie­re come Fran­ce­sco, ciò sareb­be una bel­la sod­di­sfa­zio­ne per me e per il mio lavo­ro. Tut­to fa espe­rien­za, sono cari­co e non vedo l’ora di cominciare”.

La tua atti­vi­tà si divi­de­rà tra Sviz­ze­ra e Ita­lia. Ci spie­ghi come?

“Esat­to. Con­ti­nue­rò infat­ti con le gio­va­ni­li del F.C. Chias­so. Come ho det­to pri­ma, alle­nar­si al pome­rig­gio con la Ver­gia­te­se mi con­sen­te di riu­sci­re a con­ci­lia­re l’impegno con il Chias­so, dove mi occu­pe­rò dell’agonistica dell’area por­tie­ri. È un gran­de impe­gno, ma mi piac­cio­no le sfi­de per­ché mi moti­va­no mag­gior­men­te. Sono quin­di fidu­cio­so sul fat­to che sarà una sta­gio­ne posi­ti­va su entram­bi i fronti”.

Gio­va­ni e adul­ti. Qua­li le prin­ci­pa­li dif­fi­col­tà nel scin­de­re le due gestioni?

“Sai, in real­tà non e nean­che così dif­fi­col­to­so da un pun­to di vista tecnico/tattico: con le pri­me squa­dre si trat­ta di fare un lavo­ro di lima­tu­ra, con­cen­tran­do­si sui det­ta­gli, ma per otte­ne­re risul­ta­ti è neces­sa­rio il giu­sto tem­po e ser­ve la dispo­ni­bi­li­tà da par­te dei por­tie­ri, che devo­no cre­de­re nel lavo­ro e nel meto­do che il pre­pa­ra­to­re pro­po­ne. La vera gran­de dif­fe­ren­za tra pri­me squa­dre e set­to­re gio­va­ni­le sta, secon­do me, nel risul­ta­to: con le pri­me squa­dre, se hai la rosa attrez­za­ta e la socie­tà lo richie­de, devi vin­ce­re. Ormai già dall’U15 (allie­vi C) i por­tie­ri­ni bene o male sono for­ma­ti, anche se pos­so­no e devo­no miglio­ra­re, ma nel cal­cio moder­no le esi­gen­ze del­la squa­dra (a livel­lo tat­ti­co, indi­vi­dua­le e quan­to­me­no di repar­to) si richie­do­no già ai gio­va­ni por­tie­ri, per­ciò devo­no esse­re pron­ti, sve­gli, atti­vi, ma allo stes­so tem­po van­no gui­da­ti, aspet­ta­ti, e ci va pazien­za. È chia­ro che quel­lo con le gio­va­ni­li è un per­cor­so più for­ma­ti­vo, di accom­pa­gna­men­to. Come alle­na­to­re, per­so­nal­men­te, non mi pia­ce mol­to guar­da­re il risul­ta­to fina­le (inte­so di gara) nel set­to­re gio­va­ni­le, mi con­cen­tro di più sul­le pre­sta­zio­ni dei por­tie­ri, e mi repu­to e sod­di­sfat­to del nostro lavo­ro se alla fine del­la sta­gio­ne sono miglio­ra­ti a 360 gra­di, e a veder­li cre­sciu­ti, matu­ra­ti, con­sa­pe­vo­li, sia del­le loro capa­ci­tà nel­le diver­se situa­zio­ni di gio­co, che da un pun­to di vista carat­te­ria­le e di lea­der­ship. Un esem­pio ? Bra­got­to e Reg­gia­ni in pri­ma squa­dra a Chias­so stan­no svol­gen­do tut­ta la pre­pa­ra­zio­ne, e par­lia­mo di ragaz­zi di 17 anni …”.

A che livel­lo giu­di­chi i gio­va­ni por­tie­ri rossoblù?

“Come appe­na det­to, la sta­gio­ne appe­na con­clu­sa è sta­ta sod­di­sfa­cen­te: vede­re due gio­va­ni che si appre­sta­no ad una pri­ma squa­dra di Chal­len­ge pri­ma e di Pro­mo­tion dopo è una sod­di­sfa­zio­ne for­te sia per me che gli ho alle­na­ti, sia per loro data la loro gio­va­ne età. Per quan­to riguar­da gli altri por­tie­ri­ni, con qual­cu­no il per­cor­so ini­zia­to que­st anno o addi­rit­tu­ra due sta­gio­ni fa andrà avan­ti, men­tre altri nume­ri 1 ver­ran­no inse­ri­ti per l’annata che dovrà comin­cia­re a bre­ve. Que­sto è un segno che mostra come la socie­tà stia inve­sten­do nel ruo­lo e che pun­ta a miglio­ra­re sem­pre di più”.

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