La prima “da grande” di Mattia Croci-Torti

La pri­ma non si scor­da mai. Mat­tia Cro­ci-Tor­ti una “pri­ma” l’ha già vis­su­ta, ma que­sta sera sarà diver­so. Il nuo­vo alle­na­to­re del Luga­no non deve più dimo­stra­re nien­te a nes­su­no, se non ripa­ga­re la fidu­cia che gli è sta­ta con­fe­ri­ta. Il ‘crus’ – dopo aver bril­la­to come tra­ghet­ta­to­re – è chia­ma­to alla sfi­da più affa­sci­nan­te del­la sua car­rie­ra: gui­da­re il Luga­no in Super Lea­gue come pri­mo allenatore.

Per il debut­to da “gran­de”, Cro­ci-Tor­ti potrà con­ta­re sul fat­to­re cam­po e sul sup­por­to dei pro­pri tifo­si. A Cor­na­re­do alle 20:30 sbar­che­rà il GC, die­tro un pun­to in clas­si­fi­ca dai tici­ne­si ma con una par­ti­ta in più.

Di segui­to le sue paro­le in con­fe­ren­za stam­pa, trat­te dal sito uffi­cia­le del Lugano.

-Hai lavo­ra­to con Tami, Cele­sti­ni, Jaco­bac­ci e Bra­ga. Doma­ni vedre­mo già il Luga­no di Cro­ci-Tor­ti, che squa­dra sarà?

“Sicu­ra­men­te il Luga­no di Cro­ci-Tor­ti gio­che­rà con un carat­te­re tosto, deve esse­re una squa­dra aggres­si­va, che non ha voglia di per­de­re, corag­gio­sa, deve veder­si l’identità, come dice un mio caris­si­mo ami­co alle­na­to­re di un’altra squa­dra tici­ne­se. Un com­ples­so che non vuo­le mol­la­re come è suc­ces­so in que­sti anni, poi per quel che riguar­da il gio­co non biso­gna cede­re, biso­gna cono­sce­re meglio i nuo­vi gio­ca­to­ri e le rela­ti­ve dina­mi­che, ma l’ essen­zia­le è che da doma­ni ‑come nel­le ulti­me due par­ti­te- si veda una squa­dra che lot­ta dal pri­mo al 95esimo minu­to, che è la cosa più impor­tan­te. Pos­so­no sem­bra­re paro­le ma se que­sta squa­dra entra in cam­po con l’attitudine giu­sta può met­te­re in dif­fi­col­tà qual­sia­si avver­sa­rio e l’ha dimo­stra­to fino­ra; se inve­ce non ci met­tia­mo l’attitudine che cono­scia­mo bene andre­mo in difficoltà.”

-A Zuri­go nel­le file del Gras­shop­per sei sta­to da gio­va­ne quan­do le caval­let­te han­no vin­to gli ulti­mi tito­li. Per te si trat­ta di una sfi­da spe­cia­le e è ormai pas­sa­to trop­po tempo?

“Quel­la con il GZ è una sfi­da spe­cia­le per tut­te le per­so­ne che ama­no il cal­cio sviz­ze­ro. Loro sono la squa­dra net­ta­men­te più tito­la­ta,  ha sem­pre un cer­to fasci­no, pec­ca­to che negli ulti­mi anni abbia per­so un atti­mi­no di cre­di­bi­li­tà nel nostro cal­cio. Però il Gras­shop­per è sem­pre il Gras­shop­per, ricor­do anco­ra con affet­to una par­ti­ta con­tro l’Ajax dove debut­tò Patrick Folet­ti era sta­ta un’emozione gran­dis­si­ma. Ho avu­to il pia­ce­re di alle­nar­mi tan­te vol­te con il GZ vero dei vari Cha­pui­sat e Nunes: per me era un sogno.”

-Sem­pre sul Luga­no di Cro­ci-Tor­ti come impo­sta­zio­ne imma­gi­no che man­ter­rai la tat­ti­ca recen­te o hai qual­che nuo­va idea, tipo la dife­sa a quattro?

“Ho tan­te idee in testa, so anche cosa pos­sia­mo fare da subi­to e cosa ci pia­ce­reb­be fare più in là. Nel cal­cio non basta­no uno o due alle­na­men­ti per incul­ca­re nel­la testa dei gio­ca­to­ri con­cet­ti diver­si. Ci sono dei prin­ci­pi che sono miei e che mi pia­ce­reb­be vede­re appli­ca­ti nel­le pros­si­ma par­ti­te. Però come ho det­to alla vigi­lia del match con il Basi­lea, pri­ma ci devo­no esse­re le cer­tez­ze e poi pos­sia­mo costrui­re qual­co­sa per me d’importante per­ché alla fine, soprat­tut­to in casa, voglia­mo far vede­re un cal­cio diver­ten­te e  pro­po­si­ti­vo ai nostri tifo­si. Chi vie­ne a Cor­na­re­do deve  esse­re con­ten­to di veni­re e tifa­re una squa­dra coraggiosa”.

 

-Stu­di mol­to il cal­cio e gli avver­sa­ri, che Gras­shop­per ti aspet­ti doma­ni sera?

“Una squa­dra che ha  un alle­na­to­re mol­to ela­sti­co. Con­ti­ni è capa­ce di cam­bia­re il modu­lo di gio­co a dipen­den­za del­le par­ti­te. Con­tro di noi tan­te vol­te si è adat­ta­to e tan­te vol­te inve­ce ha volu­to impor­re il pro­prio gio­co. Fino­ra in cam­pio­na­to ha schie­ra­to una dife­sa a tre, men­tre saba­to in Cop­pa è pas­sa­to alla linea a quat­tro. Dob­bia­mo con­cen­trar­ci su noi stes­si sapen­do che  il GZ è una neo­pro­mos­sa e come tut­te le squa­dre appe­na tor­na­re in Super Lea­gue  desi­de­ra dimo­stra­re qual­co­sa alme­no nel pri­mo giro­ne. Vor­ran­no far vede­re anche a Luga­no di poter­se­la gio­ca­re come han­no fat­to in tut­te le par­ti­te fino­ra dispu­ta­te in cam­pio­na­to. Ho visto qua­si tut­te le loro gare  e ho visto una squa­dra che cer­ca sem­pre di giocare.”

-Hai par­la­to pri­ma dei nuo­vi gio­ca­to­ri del Luga­no, in rife­ri­men­to a que­sto gli ulti­mi inne­sti come stan­no dal pun­to di vista fisi­co e dell’integrazione nel­la squadra?

“Sia­mo a buon pun­to, sono mol­to con­ten­to di tut­ti e quat­tro gli ulti­mi arri­va­ti. Entra­re in un grup­po come quel­lo del Luga­no non è così faci­le per­ché è un grup­po che ha siner­gie par­ti­co­la­ri. Per entrar­ci bene biso­gna met­te­re per pri­ma cosa il sor­ri­so, far vede­re che si desi­de­ra far­ne par­te. I gio­ca­to­ri sono arri­va­ti con l’atteggiamento giu­sto anche se ci sono del­le dif­fi­col­tà lin­gui­sti­che.  Ho visto che c’è la voglia di entra­re pri­ma pos­si­bi­le ad aiu­ta­re i com­pa­gni. Sono con­ten­to che anche Sai­pi abbia già potu­to ren­der­si uti­le vener­dì come han­no fat­to Celar e Amou­ra. Da que­sta set­ti­ma­na abbia­mo cer­ca­to di inse­ri­re nel moto­re anche Hadj Mah­moud che la set­ti­ma­na scor­sa era sta­to fer­ma­to da pic­co­li pro­ble­mi fisi­ci. Devo dire la veri­tà sono  con­ten­to, più anco­ra che del­le qua­li­tà, del­la voglia che tut­ti han­no di met­ter­si in mostra e non è così scontato.”

-Sem­pre a  pro­po­si­to del grup­po hai det­to che non ci sono sta­ti tan­ti cam­bi, ma nel­le rela­zio­ni con i gio­ca­to­ri è muta­to qual­co­sa visto che ora sei l’allenatore capo?

“Mi ha fat­to un po’ ride­re in que­sti gior­ni leg­ge­re che i rap­por­ti con i ragaz­zi cam­bia­no se tu sei il vice o l’allenatore. Chi ha scrit­to  e det­to que­ste cose si è dimen­ti­ca­to che a que­sti livel­li il vice alle­na­to­re quan­do uno non gio­ca vie­ne odia­to lo stes­so. Di ami­ci tra i gio­ca­to­ri in Super Lea­gue non ce ne sono, ne ave­vo a Chias­so  ma qui a Luga­no non sono mai sta­to ami­co di nes­su­no. Undi­ci sono con­ten­ti e undi­ci non lo sono a pre­scin­de­re, puoi esse­re sim­pa­ti­co o dare la pac­ca sul­la spal­la più dell’allenatore ma chi non scen­de in cam­po da tito­la­re non è mai con­ten­to. L’ambizione di tut­ti è par­ti­re dal pri­mo minu­to e non è una cir­co­stan­za del gior­no d’oggi, anch’io non sono mai sta­to  feli­ce di seder­mi in pan­chi­na. Qual­sia­si gio­ca­to­re fati­ca ad accet­ta­re le scel­te del tec­ni­co e il fat­to di esse­re vice non cam­bia. Andrò avan­ti a esse­re sim­pa­ti­co agli undi­ci che schie­re­rò ini­zial­men­te con­tro il GZ e meno a chi pur­trop­po dovrò lasciar fuo­ri. Sono le rego­le del gioco.”

-Di sicu­ro stai sim­pa­ti­co e vie­ni sti­ma­to a apprez­za­to dal­la piaz­za e dal­la gen­te, qua­si nes­su­no ha mes­so in discus­sio­ne la tua nomi­na. Que­sto affet­to tra­sver­sa­le nel Tici­no ti ha sorpreso?

“One­sta­men­te sono rima­sto un po’ sor­pre­so da que­sto entu­sia­smo, non abbia­mo fat­to altro in que­sti anni che esse­re il più sin­ce­ri pos­si­bi­li, una schiet­tez­za che ha paga­to in que­sti gior­ni. Non sono mai sta­to visto come una per­so­na fal­sa, che non dice le cose come stan­no. One­sta­men­te è sta­to bel­lo, mi ha fat­to pia­ce­re ma ades­so arri­va il cam­po che è la cosa più impor­tan­te. In tan­ti mi han­no det­to che ora arri­va­no i momen­ti dif­fi­ci­li e io ho rispo­sto no arri­va il bello.”

-Rispet­to al tuo modo di ragio­na­re che fino­ra ti vede­va con­cen­tra­to sul­la sin­go­la par­ti­ta (far bene con­tro il Basi­lea e poi in Cop­pa), ades­so ini­zi a ragio­na­re sul medio ter­mi­ne anche sugli obiet­ti­vi spor­ti­vi che vuoi raggiungere?

“Con la nuo­va socie­tà sia­mo sul­la stes­sa lun­ghez­za d’onda, sono arri­va­ti nell’ultimo perio­do e han­no potu­to inter­ve­ni­re poco; i nuo­vi gio­ca­to­ri sono giun­ti vera­men­te all’ultimo e one­sta­men­te dob­bia­mo dar­ci del tem­po per riu­sci­re a inte­gra­re nuo­vi ele­men­ti. Sono par­ti­ti tito­la­ri lo scor­so anno e riser­ve impor­tan­ti negli scor­si mesi.  A par­te Haj­ri­zi giun­to d’estate, gli altri gio­ca­to­ri sono arri­va­ti negli ulti­mi 14 gior­ni. Non pos­sia­mo imma­gi­nar­ci che que­sti ele­men­ti tra­sci­ni­no il Luga­no da doma­ni, per i pros­si­mi mesi toc­che­rà anco­ra alle per­so­ne che ne fan­no par­te da anni tra­sci­na­re il grup­po. Pia­no pia­no cer­che­re­mo di fare la misce­la e tro­va­re l’equilibrio giu­sto per dare nuo­vi input alla squadra”.

-A livel­lo di por­tie­ri come sei messo?

“Bau­mann pur­trop­po ha un pro­ble­ma abba­stan­za serio e dif­fi­cil­men­te sarà in cam­po nel pros­si­mo mese.  Osig­we, pri­ma del­la par­ti­ta di Neu­châ­tel, ha avu­to la feb­bre e non sta­va benis­si­mo. Come dirò sem­pre va in cam­po uni­ca­men­te chi è al 100 per 100. Quin­di in Cop­pa ha dife­so la nostra por­ta Sai­pi. Da doma­ni comun­que  Osig­we ritro­ve­rà il suo posto, gode del­la sti­ma mia e del gruppo.”

-Abbia­mo sen­ti­to che la piaz­za è entu­sia­sta del­la tua intro­niz­za­zio­ne e lo spo­glia­to­io come l’ha pre­sa: c’è qual­che aned­do­to da raccontare?

“Ho solo det­to una cosa pri­ma dell’allenamento di lune­dì. Ho rin­gra­zia­to i gio­ca­to­ri per quel­lo che han­no fat­to in cam­po nel­le due par­ti­te e per come mi han­no segui­to. Se non fos­se sta­to così nes­su­no mi avreb­be dato l’opportunità di  alle­na­re il Luga­no. Subi­to dopo sia­mo anda­ti sul cam­po a lavo­ra­re come ave­va­mo fat­to nei 20 gior­ni precedenti”.

-Hai det­to di Bau­mann che è infor­tu­na­to, come sei mes­so con gli altri giocatori?

“Bot­ta­ni è un gio­ca­to­re che influen­za qual­sia­si par­ti­ta e le ulti­me due sen­za di lui sono sta­te par­ti­co­la­ri. L’era Bra­ga era infat­ti sta­ta carat­te­riz­za­ta dal­le pre­sta­zio­ni di un gio­ca­to­re che dava qual­co­sa alla squa­dra in manie­ra evi­den­te. Mat­tia si è pre­sen­ta­to quest’anno in con­di­zio­ni splen­di­de, soprat­tut­to a livel­lo men­ta­le, di lea­der­ship, ho visto del­le espres­sio­ni che non ave­vo mai visto e ci ha let­te­ral­men­te tra­sci­na­to. Gio­ca­re sen­za di lui non è sta­to evi­den­te. Ha ini­zia­to ieri ad alle­nar­si e spe­ria­mo che doma­ni pos­sa for­ni­re il suo con­tri­bu­to vedre­mo per quan­ti minu­ti. L’importante è aver­lo sem­pre a dispo­si­zio­ne, per que­sta squa­dra è un valo­re aggiun­to. Per il resto è entra­to in grup­po anche Hadj quin­di l’emergenza a cen­tro­cam­po è risol­ta, fino­ra ave­va­mo gli uomi­ni contati.”

-Abu­ba­kar e Lun­goyi pos­so­no gio­ca­re insie­me dall’inizio, è una cop­pia che fun­zio­na secon­do te?

“Sono due gio­ca­to­ri che han­no qual­co­sa da dare e l’hanno fat­to vede­re nel­le ulti­me due par­ti­te con due gol deci­si­vi. Pos­so­no gio­ca­re assie­me, vedia­mo se da doma­ni o più in là. Biso­gna sem­pre met­te­re in cam­po gli ele­men­ti che fan­no la dif­fe­ren­za. Dipen­de da quel­lo che vedo in set­ti­ma­na e se tro­via­mo l’equilibrio giu­sto con loro due, quel­lo è sem­pre necessario.”

-Non ragio­ni sul­le due par­ti­te rav­vi­ci­na­te (doma­ni sera il GZ e dome­ni­ca la tra­sfer­ta a Lucer­na) o pen­si al turn over?.

“La veri­tà è che in dife­sa, sul­le fasce e a cen­tro­cam­po gli uomi­ni sono con­ta­ti, come det­to. Abbia­mo tan­ti ele­men­ti offen­si­vi. Ma non c’è da ricor­re­re a turn over quan­do non è il caso. Sono abi­tua­to a pen­sa­re, da buon alle­na­to­re sviz­ze­ro, che è dif­fi­ci­le cam­bia­re tan­to. In un cam­pio­na­to a die­ci squa­dre basta non fare risul­ta­to per due par­ti­te per muta­re com­ple­ta­men­te l’umore di una squa­dra.  Vedre­mo da par­ti­ta a par­ti­ta, sem­pre man­te­nen­do gli equi­li­bri, se c’è da cam­bia­re qual­co­sa a dipen­den­za del­lo sta­to di salu­te dei sin­go­li. Poi con il ritor­no dei tifo­si negli sta­di cam­bia­no un po’ le dina­mi­che.  Con il Covid le cose era­no un po’ dif­fe­ren­ti, per noi è sta­to faci­le gio­ca­re fuo­ri casa. Scen­de­re in cam­po a San Gal­lo o a Basi­lea sen­za tifo­si è diver­so che con lo sta­dio pie­no e con la cur­va Mut­tenz che met­te pres­sio­ne sull’arbitro dal 1′ al 90′. Dob­bia­mo tor­na­re ad abi­tuar­ci a que­sto sta­to di cose. Inve­ce del silen­zio asso­lu­to dovre­mo sfrut­ta­re la cari­ca del­le tifo­se­rie avver­sa­rie, nei momen­ti di pres­sio­ne a Neu­châ­tel ho visto vera­men­te l’altra squa­dra spin­ta in avan­ti dai tifo­si e ho spe­ra­to di far­gli lo scher­zo in con­tro­pie­de e ci sia­mo riusciti.”

-In che misu­ra in Cop­pa hai visto il Thun met­te­re in dif­fi­col­tà il GZ.

“Euge­nio qui pre­sen­te sa che al momen­to dell’estrazione del nostro impe­gno a Neu­châ­tel ave­vo det­to che l’unica par­ti­ta più dif­fi­ci­le era quel­la di Thun. E’ un cam­po che per noi è osti­co, alla Mala­diè­re ulti­ma­men­te l’abbiamo sban­ca­ta qua­si sem­pre inve­ce da Thun sono usci­to poche vol­te con il sor­ri­so. Quel­lo che ave­te visto dare vener­dì dal­lo Xamax sarà la stes­sa cosa che vedre­te dare dal Luga­no con l’YB in Cop­pa. Il GZ ha fat­to la sua par­ti­ta. Quest’anno è una squa­dra soli­da, effi­cien­te, sen­za superstar.”

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