Lugano pronto al debutto in Conference. Croci-Torti e Sabbatini lanciano la sfida al Beer Sheva

*Dal sito FCLUGANO

Le esperienze europee del 2017 e del 2019, pur esaltanti, avevano avuto un neo: le partite casalinghe il Lugano le aveva dovute disputare a Lucerna e San Gallo. Quest’anno per i preliminari di Conference League si potrà finalmente giocare a Cornaredo. Giovedì 4 agosto diventerà una data a suo modo storica. Era dal 2002 (preliminari di Coppa Uefa) che i bianconeri non “vivevano” l’Europa nel proprio stadio: allora l’avversario era stato il Ventspil (Lettonia) domani toccherà invece agli israeliani del Moadon Kaduregel Hapoel Be’er Sheva affrontare il Lugano nella sfida di andata del terzo turno di qualificazione all’Uefa Europa Conference League. Il calcio d’inizio è previsto per le 20. La conferenza stampa di presentazione della partita si è svolta nella sala est di Cornaredo nel tardo pomeriggio di mercoledì alla presenza del tecnico Mattia Croci-Torti e del capitano Jonathan Sabbatini. Rispetto alla squadra che domenica scorsa si è imposta a Winterthur mancherà Bislimi mentre torneranno a disposizione Daprelà, Amoura e Babic.

La prima domanda rivolta a Sabbatini -che è uno dei pochissimi già presenti nella doppia sfida con la squadra israeliana nel 2017- è: che differenza c’è nell’approccio alla partita rispetto a quell’esperienza?

“La differenza sostanziale penso sia l’emozione che soprattutto nel primo tempo del match di andata in Israele ci ha giocato contro. Poi col passare dei minuti questo nervosismo l’abbiamo trasformato in qualcosa di positivo e tutto sommato abbiamo disputato un’ottima gara. Se devo pensare alla sfida di domani credo che siamo pronti per affrontare il Beer Sheva.”

-A Mattia Croci-Torti desidero chiedere quale sia il problema di Bislimi, che stamane si è allenato; giocando quattro partite in 12 giorni farai le formazioni pensando anche all’impegno successivo?

“Purtroppo stamattina nel corso della seduta Bislimi ha subito un piccolo stiramento al collaterale del ginocchio che farà sì che dovrà rimanere a riposo per qualche giorno. Faremo di tutto per recuperarlo per settimana prossima. Per quanto riguarda la sfida con il Beer Sheva e gli impegni seguenti cercherò sempre di mettere in campo la miglior formazione sapendo che ci sono dei giocatori che a volte soffrono più la stanchezza dei compagni. Quindi quando dico che metto in campo l’undici migliore intendo la squadra che sta non solo tecnicamente o tatticamente ma anche fisicamente e psicologicamente al meglio. Vedremo di partita in partita che rotazioni fare, ne avevo già in mente per domani rispetto a domenica per cercare di gestire le 5 partite in 14 giorni.”

-Dopo vent’anni l’Europa torna a Cornaredo: sentite un po’ il peso della storia?

CROCI-TORTI: “Per me sicuramente è una serata speciale, spero che sia così anche per tutti i tifosi del Lugano e che domani ci possano sostenere alla grande. Mi ricordo ancora la partita contro il Ventspils disputata dalla squadra allora allenata da Pierluigi Tami. Io con quel gruppo avevo fatto la preparazione estiva prima di trasferirmi al Malcantone-Agno, quindi lo seguivo con interesse e mi ricordo ancora l’emozione di vedere amici come Regazzoni giocare e vincere quella partita. Pensare di essere l’allenatore che dopo vent’anni guida il Lugano in una sfida europea a Cornaredo sicuramente mi carica tantissimo e mi fa sognare una grande serata”.

SABBATINI: “Per quel che riguarda me e i compagni è da tempo che volevamo giocare una partita del genere qui a Cornaredo. Le sensazioni che avevamo vissute a Lucerna e San Gallo sono state belle ma non così forti come potrà essere quella di domani sera, al di là del fatto che lo stadio non potrà essere completo per via della struttura e degli spalti chiusi. Avrebbe potuto essere una altro tipo di festa ma è una partita che abbiamo tantissima voglia di giocare”.

-Mattia puoi dirci qualcosa sull’avversario?

“Il Beer Sheva attuale è una squadra che sta molto bene fisicamente e che ha nell’intensità il suo miglior pregio. E’ una compagine che spinge sempre e che con questo allenatore vuole sempre giocare a calcio. Sicuramente vedremo una squadra che viene a cercare di imporre il proprio gioco, una squadra esperta, con tanti nazionali. Ha diversi portoghesi naturalizzati israeliani, un esterno sinistro molto forte come Ansah o un giocatore come Martins che ha giocato con la nazionale del Portogallo, ha difensori centrali molto esperti. E’ un avversario che non verrà a nascondersi perché non è nel suo DNA: dal primo minuto vorranno imporsi perché hanno questa qualità soprattutto nel centro del campo. Dovremo essere bravi a saper accettare a volte la situazione, loro sono grandi palleggiatori, per poi potergli fare male in transizione o cercando anche noi stessi di giocare come abbiamo fatto nelle ultime partite.”

-Jonathan il fatto che loro siano abituati a giocare le coppe europee e che abbiano il ritorno in casa spinge a dire che saranno i favoriti.

“Sulla carta possiamo dire così perché hanno l’abitudine a disputare questo tipo di partite e hanno giocatori con tanta esperienza. Però una volta che entri in campo si parte alla pari, entriamo con questa mentalità e ovviamente con la vittoria in testa”.

“Abbiamo parlato di un Beer Sheva favorito ma oggi mi è capitato di dare un’occhiata ai siti di scommesse e ho visto che la vittoria del Lugano è pagata meno rispetto a quella degli israeliani. E questi siti non scherzano essendoci molti soldi in ballo, questo vuol dire che siete voi favoriti almeno all’andata: che ne dice Croci.Torti?

“Alla fine è sempre il campo che parla e che decide chi siano i favoriti e no. Io nelle dodici partite disputate dal Lugano in Europa League ero assistente e come ha detto prima il nostro capitano quell’esperienza ci ha dato tanta consapevolezza, le paure che avevamo nelle prime partite non sono più nella mia testa. Ho imparato tanto da Tami, Celestini e Jacobacci, dunque domani partiamo sicuramente alla pari, senza nessun timore di perdere, anzi posso assicurare che cercheremo di giocare dal primo minuto senza neanche un filo di paura. Penso che avremo l’atteggiamento giusto, il massimo rispetto degli avversari sapendo che tra sette giorni andremo a riaffrontarli in una bolgia. Sappiamo quanto sia vitale la sfida di domani per noi perché poi a Beer Sheva le condizioni saranno favorevoli a loro. Quindi cercheremo di fare di tutto per portare a casa la vittoria domani.”

-Mattia so che la testa è alla partita di domani, ma avete visto tutti il sorteggio per un eventuale prossimo turno, quello che garantirebbe l’accesso ai gironi e possiamo dire che non vi è andata male, con avversari abbordabili sulla carta?

“Sapevamo che non eravamo testa di serie e abbiamo seguito con interesse il sorteggio di martedì. Non penso di dire un’eresia se affermo che avremmo potuto affrontare squadre di un altro tipo di blasone. Poi le partite sono sempre tutte difficili, andare in Romania o in Ucraina su quei campi non è mai facile. Comunque sinceramente poteva capitarci di peggio con stadi e ambienti diversi. Ma noi ci concentriamo solo sulla partita di giovedì e nemmeno su quella di campionato con il Lucerna domenica. Il Beer Sheva avrà il vantaggio di riposare nel fine settimana e quindi sarà più fresco nel ritorno. Inoltre domenica affrontiamo una squadra che non gioca da 14 giorni e che quindi sarà anch’essa più riposata. Comunque non cerchiamo scuse e cercheremo di prepararci al meglio ma gli israeliani un piccolo aiuto ce l’hanno. Per superare il turno dovremo essere forti e volerlo tutti con grande convinzione”.

-Ti spaventa questo tour de force considerando l’inizio di stagione dello scorso anno del Lucerna che, complice anche l’Europa, fece molta fatica a concludere il campionato in una buona posizione?

“Sappiamo che fisicamente non è facilissimo anche viste le temperature, riuscire a disputare alla grande cinque partite in due settimane. Però come dico dall’inizio non cerchiamo alibi, abbiamo giocatori che ci possono aiutare e prenderemo una partita alla volta cercando di fare sempre bella figura. Dovrò essere io a capire se ho qualche giocatore stanco che non potranno scendere in campo. Anche parlando con Jonathan prima non dobbiamo guardare più in là della sfida di domani. Prendiamo una partita dopo l’altra e cerchiamo di restare il più positivi possibile perché se iniziano a entrare in una spirale di pensieri negativi, io in primis, posso solo portare negatività alla squadra che è l’ultimo dei miei pensieri attuali”.

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